Bissolati, ancora polemica: il presidente dell'assemblea non mette ai voti una mozione di sfiducia. Ed è giallo su un candidato ritirato

Resta grande il disordine sotto il cielo della Bissolati. E la situazione non è neppure eccellente, come azzardava la massima di Mao, perché la cassa potrebbe essere vuota a fine mese. La battaglia del pomeriggio si è giocata su una mozione di sfiducia presentata da Piera Telò e da altri soci nei confronti dei 4 superstiti dell’attuale consiglio. La mozione non è stata però messa ai voti perché l’avvocato Gian Pietro Gennari, presidente dell’assemblea, ha valutato che lo statuto non lo consentisse. «L’ordine del giorno non può essere modificato e neppure può essere messa ai voti una mozione – ha spiegato il legale – senza che questa sia presentate in segreteria nei termini regolamentari e i soci ne siano stati informati». Senza il voto, l’assemblea si è sciolta in un battibaleno. Invano sia la presentatrice della mozione, sia il sempre polemico Giorgio Luzzini, hanno cercato di convincere il presidente che ci poteva essere un’interpretazione diversa dello statuto. Niente da fare, il consiglio resta in carica con le nuove elezioni di consiglieri.
Ma anche qui, la questione resta complicata. Infatti, solo un minuto prima dell’assemblea, il socio Roberto Cortellazzi che si era candidato per il settore canoa, ha annunciato il proprio ritiro. Per cui, è stato possibile procedere alla nomina di soli 6 consiglieri, che aggiunti ai 4 rimasti, non completano gli 11 consiglieri previsti dallo statuto. Fra l’altro nessuno si è presentato per la carica di revisore dei conti. Resta pertanto incerta l’operatività del rinnovato consiglio. Ma c’è anche un giallo: Roberto Cortellazzi, oltre ad essersi ritirato all’ultimo momento, risulta anche tra i firmatari della mozione di sfiducia. Roberto Bocchi, consigliere ancora in carica, a fine riunione ha sbottato: «Questa è la realtà con cui ci troviamo a fare i conti. Un socio che era disponibile alla candidatura, passa dall’altra parte a un minuto dall’inizio dell’assemblea. E’ inspiegabile, a meno che sia stata un’operazione voluta per metterci in difficoltà».
Resta, secondo Bocchi, l’aspetto positivo che il consiglio è ancora in carica. «Io non sono attaccato alla poltrona e non voglio fare il presidente – spiega – ma le elezioni del nuovo consiglio avrebbero comportato il rischio di non poter accedere al mutuo di 600 mila euro, in questo momento vitale per la sopravvivenza della società». Infatti il versamento della terza quota, che è sato approvato dall'assemblea, non consentirebbe di arrivare sino alla fine dell'anno. Nel corso dell'incontro Bocchi aveva ricordato la sofferenza di cassa di questi ultimi tempi e la necessità di utilizzare per le esigenze prossime la metà di questo mutuo. In platea qualche socio ha commentato perplesso: si finanzia con un mutuo un’esigenza di liquidità?
Gran parte della discussione è stata dedicata alla necessità di rivedere lo statuto. Rilly Segalini ha fatto notare che con i suoi 91 anni presenta più di una contraddizione. Inoltre, per Segalini, occorre ripensare la struttura per i prossimi anni perché con questa impostazione la Bissolati non ha futuro e neppure ripetuti ritocchi della quota modificherebbero la situazione. Cambiare lo statuto non sarà facile, ha spiegato Giorgio Minetti, che ha ricordato come la società ci abbia già provato in passato. Applaudito l’intervento di Cesare Beltrami che ha sottolineato l’importanza dello sport nella vita della società e che solo grazie allo sport (dunque ai finanziamenti del Credito sportivo) la Bissolati abbia potuto crescere. Ma la questione alla quale si è continuato a girare attorno è stata quella della mozione di sfiducia: opportuno metterla ai voti considerando il momento della società oppure no? Gennari non ha avuto dubbi: se ne parlerà, semmai, nella prossima assemblea.
Ma anche qui, la questione resta complicata. Infatti, solo un minuto prima dell’assemblea, il socio Roberto Cortellazzi che si era candidato per il settore canoa, ha annunciato il proprio ritiro. Per cui, è stato possibile procedere alla nomina di soli 6 consiglieri, che aggiunti ai 4 rimasti, non completano gli 11 consiglieri previsti dallo statuto. Fra l’altro nessuno si è presentato per la carica di revisore dei conti. Resta pertanto incerta l’operatività del rinnovato consiglio. Ma c’è anche un giallo: Roberto Cortellazzi, oltre ad essersi ritirato all’ultimo momento, risulta anche tra i firmatari della mozione di sfiducia. Roberto Bocchi, consigliere ancora in carica, a fine riunione ha sbottato: «Questa è la realtà con cui ci troviamo a fare i conti. Un socio che era disponibile alla candidatura, passa dall’altra parte a un minuto dall’inizio dell’assemblea. E’ inspiegabile, a meno che sia stata un’operazione voluta per metterci in difficoltà».
Resta, secondo Bocchi, l’aspetto positivo che il consiglio è ancora in carica. «Io non sono attaccato alla poltrona e non voglio fare il presidente – spiega – ma le elezioni del nuovo consiglio avrebbero comportato il rischio di non poter accedere al mutuo di 600 mila euro, in questo momento vitale per la sopravvivenza della società». Infatti il versamento della terza quota, che è sato approvato dall'assemblea, non consentirebbe di arrivare sino alla fine dell'anno. Nel corso dell'incontro Bocchi aveva ricordato la sofferenza di cassa di questi ultimi tempi e la necessità di utilizzare per le esigenze prossime la metà di questo mutuo. In platea qualche socio ha commentato perplesso: si finanzia con un mutuo un’esigenza di liquidità?
Gran parte della discussione è stata dedicata alla necessità di rivedere lo statuto. Rilly Segalini ha fatto notare che con i suoi 91 anni presenta più di una contraddizione. Inoltre, per Segalini, occorre ripensare la struttura per i prossimi anni perché con questa impostazione la Bissolati non ha futuro e neppure ripetuti ritocchi della quota modificherebbero la situazione. Cambiare lo statuto non sarà facile, ha spiegato Giorgio Minetti, che ha ricordato come la società ci abbia già provato in passato. Applaudito l’intervento di Cesare Beltrami che ha sottolineato l’importanza dello sport nella vita della società e che solo grazie allo sport (dunque ai finanziamenti del Credito sportivo) la Bissolati abbia potuto crescere. Ma la questione alla quale si è continuato a girare attorno è stata quella della mozione di sfiducia: opportuno metterla ai voti considerando il momento della società oppure no? Gennari non ha avuto dubbi: se ne parlerà, semmai, nella prossima assemblea.