Economia regionale col fiato corto, ma Cremona resiste grazie all'agroalimentare

Cremona ha fronteggiato la crisi meglio di altre province lombarde grazie alle doti anticicliche del comparto alimentare. E' la fotografia scattata da Bankitalia nel Rapporto annuale sull'economia lombarda che vede la nostra provincia al secondo posto dopo Sondrio e prima di Mantova. Ma l'economia regionale nel complesso ha accusato il colpo tornando in recessione nel 2012 (-2% il Pil, -3,7% l'indice della produzione) e non mostra segnali di recupero nel primo trimestre del 2013, con un calo del 2,4% della produzione industriale. Se confrontata con il picco pre-crisi del 2007, la produzione industriale si e' contratta complessivamente del 13,9%. Per le prospettive di crescita della regione, nota il rapporto "e' rilevante la capacita' di produrre innovazione", ma qui la Lombardia "sconta un'incidenza sul prodotto della spesa in ricerca e sviluppo minore di quella europea, anche se piu' elevata della media nazionale, una dotazione di ricercatori inferiore e un'attivita' brevettuale meno dinamica".
A parte le buone performance di Sondrio, Cremona e Mantova Via Nazionale registra invece un calo piu' netto invece per Como, specializzata nel tessile, per Pavia, dove i settori critici sono pelli e calzature e minerali non metalliferi, e in misura minore Brescia. All'economia lombarda e' mancato il traino del settore dell'edilizia residenziale (-5,7% il valore aggiunto delle costruzioni nel 2012, dopo il -0,6% del 2011); le compravendite si sono dimezzate rispetto al 2006, ma i prezzi sono scesi solo del 5,7%. L'unico stimolo alla crescita e' venuto dalla domanda estera, con un +3,7% dell'export nel 2012, scisso nel +10,1% verso i paesi extra-europei e un -1,4% verso l'Ue. La quota export dei paesi extra-europei e' ormai del 47%.