Crema, bar camuffati da circoli privati crescono le segnalazioni all'Asvicom Il presidente Tazza: «Tuteleremo i virtuosi»

Emerge di nuovo una forma di concorrenza sleale nei confronti dei pubblici esercizi. Un problema avvertito trasversalmente da proprietari e gestori di locali, che assume forme particolarmente aggressive nelle fasce orarie serali e notturne. La pratica comune è quella di creare un circolo culturale e successivamente far “associare” il pubblico all’ingresso. Ma un circolo che distribuisce bevande dietro il pagamento di un corrispettivo e che rilascia immediatamente le tessere ai soci è di fatto aperto al pubblico e, pertanto, ai fini fiscali, esercita un’attività commerciale, con tutto quello che ne consegue in termini di adempienti fiscali e igienico-sanitari.
Esercenti sull’orlo di una crisi di nervi: succede quando la propria attività viene attaccata da concorrenti travestiti da circoli privati. Soggetti che eludono i controlli, non rispettano le regole e fruiscono di agevolazioni di tutti i tipi. Presso la sede Asvicom di Crema sono giunte, a tal proposito, numerose segnalazioni. La concorrenza talvolta può avere infatti la faccia innocente di un’associazione culturale che promuove l’arte, la musica e l’intrattenimento, attraverso mostre pittoriche, fotografiche, concerti, eventi teatrali, sfilate di moda. Attività che, sotto mentite spoglie, sviluppano una vasta area di abusivismo in particolare nel settore della somministrazione di bevande e alimenti. In questo modo i circoli riescono ad evitare controlli di natura fiscale, ma quello che è ancora più grave, controlli di carattere igienico-sanitario. Una zona d’ombra che sta assumendo dimensioni economiche preoccupanti e che sta letteralmente togliendo il sonno, non solo ai residenti del centro storico di Crema (segnalazioni di disturbo della quiete pubblica si riferiscono ad un locale di pubblico spettacolo camuffato da circolo culturale insediatosi nella centralissima via Cesare Battisti), ma anche agli imprenditori che, oltre a destreggiarsi tra cali di fatturato e norme restrittive, devono fare i conti con concorrenti mascherati da enti senza scopo di lucro che non hanno i requisiti di gestione e di sicurezza di un pubblico esercizio.
«Nessuno vuole mettere in discussione la libertà di associazione garantita dall’articolo 18 della nostra Costituzione, o la serietà della maggior parte degli enti assistenziali o di associazioni di promozione sociale – ha sottolineato Berlino Tazza, Presidente di Sistema Commercio e Impresa, Asvicom Cremona - esiste però la volontà e il diritto dell’Associazione di tutelare gli imprenditori virtuosi e di segnalare potenziali situazioni al limite della legalità. Per garantire una civile convivenza e una corretta concorrenza chiediamo un’azione di controllo da parte degli organi competenti al fine di non dare spazio ad iniziative che di culturale e sociale hanno ben poco. Asvicom è per il rispetto delle regole ed esprime contrarietà verso forme abusive di esercizi pubblici».