Insediata Maria Luisa Ines Marini nuovo presidente del Tribunale di Cremona

Questa mattina si è ufficialmente insediato il nuovo presidente del Tribunale di Cremona. È Maria Luisa Ines Marini, 62 anni, giudice della Corte d'Appello di Milano, specializzata in diritto civile. Entrata in magistratura nel 1979, si è occupata di diritto di famiglia e tutela dei soggetti deboli.
«Il mio compito sarà quello di coniugare qualità e qualità - ha esordito il neo presidente di fronte a colleghi e rappresentanti della classe forense -. Lo farò con la collaborazione dei mie giudici, del personale amministrativo, degli enti locali e soprattuto degli avvocato che sono insieme a noi i protagonisti del processo. La situazione della Giustizia Italiana è grave, i tempi sono lunghi, la richiesta tanta e le risorse poche. Si dovrà agire con quello che si ha a disposizione, per questo è importante che tutti svolgano al meglio la propria parte». Sull'accorpamento del tribunale il presidente ha sottolineato come la situazione sia ancora magmatica: «È' di queste ore la notizie che forse ci sarà la proroga, forse non si farà nulla o comunque non nelle modalità con le quali è stato annunciato. Qualsiasi decisione sarà presa noi ci adopereremo per realizzarla. Ma chiediamo con forza due cose: avere una stabilità nelle decisioni che consenta una certezza del nostro destino. Dopo il 13 settembre dobbiamo sapere cosa accadrà perché non possiamo investire tempo ed energie in ipotesi che non si realizzeranno». Il giudice Marini ha poi sottolineato le difficoltà che i tribunali di Cremona e Crema stanno attraversando in questo periodo: «Dobbiamo essere messi nelle condizioni di vivere in modo dignitoso e di organizzarci ciascuno con le proprie risorse: attualmente Cremona sta inviando quattro giudici a Crema, e questo se da un lato fa onore ai colleghi, dall'altro crea difficoltà perché le risorse che abbiamo sono appena sufficienti per gestire la nostra realtà».
Maria Luisa Ines Marini ha poi ricordato i suoi legami con Cremona: «Mio nonno materno era di Pizzighettone e lì è sepolto il fratello di mio nonno, Arcivescovo di Ascoli Piceno».
«Il mio compito sarà quello di coniugare qualità e qualità - ha esordito il neo presidente di fronte a colleghi e rappresentanti della classe forense -. Lo farò con la collaborazione dei mie giudici, del personale amministrativo, degli enti locali e soprattuto degli avvocato che sono insieme a noi i protagonisti del processo. La situazione della Giustizia Italiana è grave, i tempi sono lunghi, la richiesta tanta e le risorse poche. Si dovrà agire con quello che si ha a disposizione, per questo è importante che tutti svolgano al meglio la propria parte». Sull'accorpamento del tribunale il presidente ha sottolineato come la situazione sia ancora magmatica: «È' di queste ore la notizie che forse ci sarà la proroga, forse non si farà nulla o comunque non nelle modalità con le quali è stato annunciato. Qualsiasi decisione sarà presa noi ci adopereremo per realizzarla. Ma chiediamo con forza due cose: avere una stabilità nelle decisioni che consenta una certezza del nostro destino. Dopo il 13 settembre dobbiamo sapere cosa accadrà perché non possiamo investire tempo ed energie in ipotesi che non si realizzeranno». Il giudice Marini ha poi sottolineato le difficoltà che i tribunali di Cremona e Crema stanno attraversando in questo periodo: «Dobbiamo essere messi nelle condizioni di vivere in modo dignitoso e di organizzarci ciascuno con le proprie risorse: attualmente Cremona sta inviando quattro giudici a Crema, e questo se da un lato fa onore ai colleghi, dall'altro crea difficoltà perché le risorse che abbiamo sono appena sufficienti per gestire la nostra realtà».
Maria Luisa Ines Marini ha poi ricordato i suoi legami con Cremona: «Mio nonno materno era di Pizzighettone e lì è sepolto il fratello di mio nonno, Arcivescovo di Ascoli Piceno».