Inaugurata al Diotti la mostra di "Gipèn"

31 MAG 13
Ultimo aggiornamento: 01:30 | 13 GIU 26
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CASALMAGGIORE – Quaranta opere mai esposte. Quaranta quadri frutto della passione per l’arte di un autodidatta, Renzo Federici, noto a Casalmaggiore col nome di Gipèn.
Oggi al Museo Diotti è stata inaugurata la prima mostra dedicata all’artista casalese. A renderla possibile i figli, Roberto e Libero. Il padre dipingeva ad “uso e consumo personale”, solo per concessone dei figli, quindi, è stato possibile allestire l’esposizione curata da Piero Del Giudice.
Molte le persone intervenute alla vernice fissata per le ore 17. Al sindaco Claudio Silla e poi all’assessore Ettore Gialdi il compito di ringraziare i famigliari e di sottolineare l’unicità della mostra. «Una grande opportunità – ha detto il primo cittadino – visto che mai sino ad ora era stato possibile accedere a queste opere». La conferma è arrivata anche dall’amico di Federici, Giuseppe Rossi: «Più volte gli avevo chiesto di vendermi un quadro – ha detto - ma non c’è mai stato modo. Più volte anche l’amico comune Giuseppe Raineri aveva pensato di realizzare una mostra. Renzo si era sempre opposto».
Emblematico il titolo che Del Giudice ha scelto per l’esposizione, accompagnata da un catalogo e da un filmato: “Il quadro come enigma”. «Il mio ruolo di critico – ha spiegato – è stato in gran parte finalizzato a svelare l’enigma di ogni tela. Un lavoro coinvolgente e appassionante basato su uno studio minuzioso di volumi d’arte e sull’ascolto attento degli amici testimoni della passione per l’arte di Gipèn». Nonostante per tutta la vita abbia lavorato come dipendente di cooperativa, Renzo Federici, è stato descritto da Del Giudice ma anche dagli amici come un uomo colto e appassionato in maniera viscerale d’arte. Le sue tele le confermano. La terza parte del catalogo – il ricavato della vendita, per volere dei figli, sarà destinato al Museo Diotti – è dedicata proprio a scoprire i riferimenti intellettuali ed artistici della produzione di Federici.
L’inaugurazione della mostra, aperta con un momento musicale, si è chiusa con una promessa da parte di Del Giudice: «Il prossimo lavoro lo dedicherò a Giuseppe Raineri», amico di Gipèn nonché artista naif, ieri presente al Diotti.