Coldiretti chiede lo stato di calamità In Lombardia il raccolto cala dal 30 al 50% nel Cremonese a rischio mais, pomodoro e meloni

Almeno il 30% di raccolti in meno per le principali produzioni del nord Italia è il drammatico bilancio dell’ultima ondata di maltempo che ha rovinato il lavoro di un intero anno di migliaia di agricoltori e allevatori italiani. È quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti che chiede di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per territori più colpiti. Dal Piemonte alla Lombardia, dall’Emilia Romagna al Veneto, le campagne sono sott’acqua. In Lombardia le semine delle principali colture come soia e mais sono in ritardo di quasi un mese e ci si aspetta riduzioni delle rese dal 30 al 50 per cento. Cali produttivi dal 30 al 35 per cento sono previsti per il pomodoro perché in molti casi non si riesce a entrare nei campi per mettere a dimora le piantine e danni dal 20 al 30 per cento si contano anche per meloni e angurie del mantovano e del cremonese.