Charis, il sindaco Bonaldi interviene dopo l'incontro con Provincia e Regione per chiedere approfondimenti e sinergia

Stop ai lavori della scuola di CL e messa in liquidazione della Fondazione Charis, il sindaco di Crema Stefania Bonaldi interviene a seguito dell'incontro in Regione. «Data la gravità della situazione, la presenza di un’area di 100mila mq che rischia di rimanere una cattedrale nel deserto è un monumento allo sperpero di denaro pubblico – commenta - e non permette al Comune di Crema di rimanere indifferente».
Il sindaco giudica disarmante la soluzione proposta dal Comune alla Provincia di Cremona e alla Regione Lombardia, che consiste nello spostamento del Polo Scolastico di San Bartolomeo (circa 1000 studenti) nel plesso costruito all'ex cascina Valcarenga. «E’ chiaro che questa proposta richiede una forte volontà politica, prima ancora che valutazioni di tipo tecnico, che debbono seguire e non precedere la definizione dei possibili scenari – afferma Bonaldi.
Il Comune di Crema ha quindi voluto un incontro con l’Assessore Regionale all’ Istruzione Valentina Aprea e con con il presidente della Provincia, Massimiliano Salini e l’Assessore provinciale alla Viabilità, Giovanni Leoni. Lì è stata avanzata la richiesta di valutare tale ipotesi così come un ulteriore intervento finanziario della Regione per sostenere la trasformazione dell’intervento sulla Valcarenga in un intervento di edilizia scolastica pubblica, permettendo di andare incontro alle esigenze economiche manifestate. Secondo gli approfondimenti della Provincia di Cremona, costerebbe meno realizzare una scuola di pari metratura ex novo che non completare il plesso della Valcarenga, «approfondimenti nel merito dei quali non è competenza del Comune di Crema entrare», aggiunge Bonaldi. In tutto c'è s'inserisce la volontà di salvaguardare il milione di euro già impegnato per la realizzazione, erogato alla Fondazione Charis dal Comune come ente attuatore all’interno di uno schema convenzionale proposto ed avallato dalla Regione. «Denari pubblici già spesi e quasi impossibili da recuperare in sede di liquidazione, che in ogni caso non dovranno assolutamente essere richiesti al Comune di Crema». Conclude il sindaco: «L’incontro in Regione ha avuto un esito del tutto insoddisfacente. Il Comune di Crema non intende desistere dal richiamare Provincia e Regione nel farsi carico della condivisione di un problema che sarebbe grave e un poco ‘pilatesco’». Per approfondire la questione, il Comune ha preso contatti con il liquidatore della Fondazione Charis, il cui nominativo sarà confermato proprio da Regione Lombardia.
Il sindaco giudica disarmante la soluzione proposta dal Comune alla Provincia di Cremona e alla Regione Lombardia, che consiste nello spostamento del Polo Scolastico di San Bartolomeo (circa 1000 studenti) nel plesso costruito all'ex cascina Valcarenga. «E’ chiaro che questa proposta richiede una forte volontà politica, prima ancora che valutazioni di tipo tecnico, che debbono seguire e non precedere la definizione dei possibili scenari – afferma Bonaldi.
Il Comune di Crema ha quindi voluto un incontro con l’Assessore Regionale all’ Istruzione Valentina Aprea e con con il presidente della Provincia, Massimiliano Salini e l’Assessore provinciale alla Viabilità, Giovanni Leoni. Lì è stata avanzata la richiesta di valutare tale ipotesi così come un ulteriore intervento finanziario della Regione per sostenere la trasformazione dell’intervento sulla Valcarenga in un intervento di edilizia scolastica pubblica, permettendo di andare incontro alle esigenze economiche manifestate. Secondo gli approfondimenti della Provincia di Cremona, costerebbe meno realizzare una scuola di pari metratura ex novo che non completare il plesso della Valcarenga, «approfondimenti nel merito dei quali non è competenza del Comune di Crema entrare», aggiunge Bonaldi. In tutto c'è s'inserisce la volontà di salvaguardare il milione di euro già impegnato per la realizzazione, erogato alla Fondazione Charis dal Comune come ente attuatore all’interno di uno schema convenzionale proposto ed avallato dalla Regione. «Denari pubblici già spesi e quasi impossibili da recuperare in sede di liquidazione, che in ogni caso non dovranno assolutamente essere richiesti al Comune di Crema». Conclude il sindaco: «L’incontro in Regione ha avuto un esito del tutto insoddisfacente. Il Comune di Crema non intende desistere dal richiamare Provincia e Regione nel farsi carico della condivisione di un problema che sarebbe grave e un poco ‘pilatesco’». Per approfondire la questione, il Comune ha preso contatti con il liquidatore della Fondazione Charis, il cui nominativo sarà confermato proprio da Regione Lombardia.