Una delegazione cremonese in Bosnia-Erzegovina visita al monumento che ricorda i volontari uccisi a Gornji Vakuf durante la loro missione

17 MAG 13
Ultimo aggiornamento: 06:2813 GIU 26
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Ieri, 17 maggio, seconda giornata della delegazione cremonese in Bosnia-Erzegovina. Tappa a Gornji Vakuf, dove il 29 maggio 1993 i tre volontari italiani Sergio Lana, Fabio Moreni e Guido Puletti sono stati uccisi. I tre amici erano insieme ad Agostino Zanotti e Cristina Penocchio, i due sopravvissuti all'eccidio, ed erano diretti a Zavidovici per portare aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal conflitto. E' questo il ricordo che oggi la delegazione cremonese, insieme agli amici bresciani, albesi, bosniaci e allo stesso Zanotti, hanno voluto marcare a Gornji Vakuf, vent'anni dopo. Dove i cinque volontari furono fermati è stato eretto un monumento, realizzato da Pietro Zanotti, con un'epigrafe di Giacomo Scotti, poeta italiano impegnato per la pace. Il ricordo e' stato celebrato dal Sindaco di Gornji Vakuf, da Zanotti, dal Sindaco di Zavidovici e da una rappresentante dell'Ambasciata Italiana a Sarajevo. Erano presenti anche gli Amministratori italiani, tra cui 6 rappresentanti del Coordinamento provinciale degli Enti Locali per la pace (Cremona, Gadesco Pieve Delmona, Corte de' Frati, Torre de' Picenardi, Pessina Cremonese e Romanengo). E' stata una giornata forte, che ha scosso tutti i presenti e che ha testimoniato il senso dell'azione dell'Ambasciata della Democrazia Locale e della presenza in Bosnia-Erzegovina degli enti locali, delle associazioni, delle scuole, delle persone coinvolte nel progetto ADL. Ancora oggi rimane la volontà di ripercorrere ancora oggi 890 km in pochi giorni per riabbracciare degli amici. Domani sara' la volta di Sarajevo con una visita guidata della citta' a cura di intellettuali e architetti sopravvissuti all'assedio del 1992-1995 e poi, domenica 19 la delegazione rientrerà in Italia, sicuramente con la voglia di proseguire quella missione di solidarieta' che la morte, la guerra e il dopo-guerra non hanno mai fermato.