L'appello di sindaci e Provincia: non bloccate il raddoppio della Paullese Mobilitazione contro il ricorso al Tar

Non fermate il raddoppio della Paullese. Amministrazione provinciale, sindaci, associazioni di categoria, imprenditori e organizzazioni sindacali hanno pochi dubbi: il ricorso presentato nei giorni scorsi al Tar da un’azienda cremonese contro le modalità d’assegnazione del secondo lotto di lavori rischia di penalizzare il territorio. Da qui la mobilitazione bipartisan che, su sollecitazione del presidente della Provincia Massimiliano Salini, si è tenuta a Vaiano Cremasco, al margine della ex strada statale 415, ed ha coinvolto amministratori cremaschi di centrodestra e centrosinistra. «Perché il bene del Cremasco - ha affermato il sindaco di Crema Stefania Bonaldi -, non può avere colore politico. Non siamo qui per impedire l’esercizio di un diritto, ma per sottolineare che questo ricorso è una ferita aperta nei confronti di un’opera strategica».
Concetto in precedenza affermato con forza da Salini. «Trovare le risorse per il secondo lotto, in questo momento, è stato quasi miracoloso - le parole del Presidente -. Stiamo parlando di un’arteria che collega il Cremasco con il nord della Lombardia. Rallentare i lavori significa soprattutto mettere in difficoltà le aziende del circondario. Non entro nel merito del ricorso e della sua legittimità, voglio solo riaffermare il punto di vista di chi sta lavorando per questo territorio». Fra i presenti anche Umberto Cabini, imprenditore con azienda proprio a Vaiano Cremasco. «Le aziende - ha rimarcato -, hanno bisogno di questo raddoppio. Il rallentamento nei lavori avrà sicuramente una ripercussione economica sul territorio che ancora non possiamo quantificare».
Come detto, numerosi i sindaci che hanno partecipato alla moblitazione. Oltre a Bonaldi: Denti (Ripalta Guerina), Riccaboni (Spino d’Adda), Comandulli (Castelleone), Dolini (Pandino), Calzi (Vaiano), Zanini (Monte), Maghini (Casale Cremasco), Bragonzi (Montodine), Patrini (Offanengo), Guerini Rocco (Credera Rubbiano) e il Gallina, vicesindaco di Soncino. Con loro gli assessori provinciali Leoni e Soccini, il consigliere regionale Lena, il presidente di Reindustria Capellini, quello della Libera Associazione Artigiani Bressanelli, il direttore dell’Autonoma Artigiani Cremaschi Baroni. Il loro auspico è che le ruspe comincino a lavorare all’inizio di giugno, così come previsto dal cronopragramma.
Concetto in precedenza affermato con forza da Salini. «Trovare le risorse per il secondo lotto, in questo momento, è stato quasi miracoloso - le parole del Presidente -. Stiamo parlando di un’arteria che collega il Cremasco con il nord della Lombardia. Rallentare i lavori significa soprattutto mettere in difficoltà le aziende del circondario. Non entro nel merito del ricorso e della sua legittimità, voglio solo riaffermare il punto di vista di chi sta lavorando per questo territorio». Fra i presenti anche Umberto Cabini, imprenditore con azienda proprio a Vaiano Cremasco. «Le aziende - ha rimarcato -, hanno bisogno di questo raddoppio. Il rallentamento nei lavori avrà sicuramente una ripercussione economica sul territorio che ancora non possiamo quantificare».
Come detto, numerosi i sindaci che hanno partecipato alla moblitazione. Oltre a Bonaldi: Denti (Ripalta Guerina), Riccaboni (Spino d’Adda), Comandulli (Castelleone), Dolini (Pandino), Calzi (Vaiano), Zanini (Monte), Maghini (Casale Cremasco), Bragonzi (Montodine), Patrini (Offanengo), Guerini Rocco (Credera Rubbiano) e il Gallina, vicesindaco di Soncino. Con loro gli assessori provinciali Leoni e Soccini, il consigliere regionale Lena, il presidente di Reindustria Capellini, quello della Libera Associazione Artigiani Bressanelli, il direttore dell’Autonoma Artigiani Cremaschi Baroni. Il loro auspico è che le ruspe comincino a lavorare all’inizio di giugno, così come previsto dal cronopragramma.