Il volontariato zaino in spalla In Albania e Romania 50 giovani cremonesi

13 MAG 13
Ultimo aggiornamento: 15:5916 MAG 25
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Il volontariato contagia. Perchè chi si mette al servizio degli altri per il desiderio intimo di regalare tempo e impegno, cento volte su cento riceve più di quel che dona. Ne sanno qualcosa i ragazzi di don Pier Codazzi, quelli che partecipano al progetto “Drum Bun” (Buon viaggio, in lingua romena) e che ogni estate, anziché preparare i bagagli per le spiagge assolate di Formentera o Santorini, partono con lo zaino in spalla per raggiungere piccoli villaggi della Romania e dell’Albania. Là, dall’altra parte dell’Adriatico, ci sono ad attenderli più di ottanta bambini, ospiti di comunità o di strutture religiose. Piccoli in difficoltà, orfani o abbandonati; a volte con una madre e un padre, ma in situazioni famigliari complesse.
Questo è il 15° anno di attività. Una cinquantina i giovani cremonesi, tra i 18 e i 30 anni, che si stanno preparando al viaggio. Qualcuno per la prima volta, altri con esperienza da veterani. «Il 25 aprile c’è stata la giornata di formazione collettiva – spiega don Pier, che si occupa del servizio diocesano per il disagio dell’età evolutiva -. C’erano più di sessanta ragazzi, una partecipazione che smentisce ogni stereotipo: quando ci si riferisce ai giovani, purtroppo, se ne parla solo in quanto disoccupati o fannulloni. Non è così». Don Pier non ama celebrazioni, ma è lui insieme ad un gruppo di educatori, ad avere ideato nel 1997 il progetto, cresciuto nel tempo tanto da avere coinvolto in questi anni 200 volontari. «E ogni volta c’è un ricambio –spiega –.  Nelle prossime partenze ci saranno ben tredici 18enni». L’apripista sarà il gruppo del 1 luglio. E poi, a scaglioni tutti gli altri. Destinazione Ploiesti, Buzau, Campina, Banesti e Urleta in Romania e Puke e Fuscharrez in Albania. «Torniamo alle origini – prosegue don Pier – per riprendere i contatti e valutare alcune situazioni di particolare disagio. La nostra missione è essenzialmente quella di formare educatori locali e svolgere animazione estiva. Collaboriamo con alcune parrocchie, con comuni e in Romania con l’associazione Concordia, d’origine austriaca che dopo la caduta del regime ha aperto strutture per ospitare chi è in difficoltà».
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