Come cambiano i reparti dell'Ospedale: nasce il polo delle chirurgie, sala gessi e radiologia al pronto soccorso

Un reparto multispecialistico di “week surgey” e un pronto soccorso più moderno con un reparto di Osservazione Breve Intensiva (O.B.I.), sala gessi e radiologia d’urgenza. Sono i prossimi passi che la riorganizzazione dell’Ospedale di Cremona, secondo il direttore generale Simona Mariani, dovrà compiere.
La prima novità riguarderà le specialità della chirurgia. «Saranno tutte raggruppate in uno stesso contesto multidisciplinare – spiega Mariani -. Non sarà più il paziente a muoversi, ma i medici a ruotare attorno a lui, in sinergia. Riguarderà interventi la cui degenza non va oltre tre, quattro giorni, dal lunedì al venerdì. Questo permetterà di avere un numero di posti letto inferiori nei reparti dedicati a chi ha patologie più gravi».
La filosofia è quella “dell’intensità cura”, già adottata nella ristrutturazione dell’Oglio Po. «La medicina è in evoluzione – commenta il direttore – e Cremona deve essere al passo. L’ospedale è stato costruito negli anni ‘70 in base alle concezioni dell’epoca: va rivisto e migliorato per dare ai cittadini servizi di qualità. Anche perché dobbiamo rispondere a nuove esigenze: chirurgia mini-invasiva e anestesie che permettono tempi di ripresa più rapidi.
La prima novità riguarderà le specialità della chirurgia. «Saranno tutte raggruppate in uno stesso contesto multidisciplinare – spiega Mariani -. Non sarà più il paziente a muoversi, ma i medici a ruotare attorno a lui, in sinergia. Riguarderà interventi la cui degenza non va oltre tre, quattro giorni, dal lunedì al venerdì. Questo permetterà di avere un numero di posti letto inferiori nei reparti dedicati a chi ha patologie più gravi».
La filosofia è quella “dell’intensità cura”, già adottata nella ristrutturazione dell’Oglio Po. «La medicina è in evoluzione – commenta il direttore – e Cremona deve essere al passo. L’ospedale è stato costruito negli anni ‘70 in base alle concezioni dell’epoca: va rivisto e migliorato per dare ai cittadini servizi di qualità. Anche perché dobbiamo rispondere a nuove esigenze: chirurgia mini-invasiva e anestesie che permettono tempi di ripresa più rapidi.
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