Cultura sportiva più riflessiva per influenzare positivamente la società

Una cultura sportiva differente, più accorta, più riflessiva, più meditabonda, può aiutare a influenzare anche la società, ma l'esempio deve partire dai maestri.
Questo uno dei temi estrapolati dal convegno che questa mattina si è tenuto all'Istituto Tecnico J. Torriani dal titolo “Dall’agonismo alla violenza: il rischio dietro l’angolo” organizzato dalla Consulta degli Studenti Universitari di Cremona e dall'Agenzia Servizi Informagiovani del Comune di Cremona con la collaborazione del Panathlon Club Cremona.
All'appuntamento hanno presenziato Paola Cattenati, psicopedagogista, Gigio Gresta, allenatore della Vanoli, Donato Daldoss, allenatore di rugby nazionale, e Andrea Sozzi, maestro di judo.
Dopo un'interessante relazione di Cattenati, i tre allenatori dall'esperienza internazionale hanno offerto il loro spunto attraverso testimonianze dirette rivolte all'attenzione di un centinaio di ragazzi delle classi quarte e quinte, affrontando tematiche delicate come la violenza dentro e fuori dal campo e la cattiva gestione dello stress.
«Una situazione di stress può creare aggressività – ha evidenziato Cesare Beltrami, presidente del Panathlon Cremona –, specialmente nelle attività sportive nelle quali si debba venire a contatto, ma lo stimolo può essere incanalato in maniera positiva o in maniera negativa. Alcuni atleti fanno fatica a controllarsi, ma perché lo sport possa essere educativo è necessario che quello che si fa in ambito sportivo abbia una ripercussione sulla quotidianità».
Questo uno dei temi estrapolati dal convegno che questa mattina si è tenuto all'Istituto Tecnico J. Torriani dal titolo “Dall’agonismo alla violenza: il rischio dietro l’angolo” organizzato dalla Consulta degli Studenti Universitari di Cremona e dall'Agenzia Servizi Informagiovani del Comune di Cremona con la collaborazione del Panathlon Club Cremona.
All'appuntamento hanno presenziato Paola Cattenati, psicopedagogista, Gigio Gresta, allenatore della Vanoli, Donato Daldoss, allenatore di rugby nazionale, e Andrea Sozzi, maestro di judo.
Dopo un'interessante relazione di Cattenati, i tre allenatori dall'esperienza internazionale hanno offerto il loro spunto attraverso testimonianze dirette rivolte all'attenzione di un centinaio di ragazzi delle classi quarte e quinte, affrontando tematiche delicate come la violenza dentro e fuori dal campo e la cattiva gestione dello stress.
«Una situazione di stress può creare aggressività – ha evidenziato Cesare Beltrami, presidente del Panathlon Cremona –, specialmente nelle attività sportive nelle quali si debba venire a contatto, ma lo stimolo può essere incanalato in maniera positiva o in maniera negativa. Alcuni atleti fanno fatica a controllarsi, ma perché lo sport possa essere educativo è necessario che quello che si fa in ambito sportivo abbia una ripercussione sulla quotidianità».