Cremona, ancora in calo produzione e fatturato del comparto manifatturiero

Dopo la sostanziale tenuta dell'ultimo trimestre del 2012 il (-0,1%), nel primi tre mesi di quest'anno, in provincia di Cremona, la situazione economica ha scontato un nuovo peggioramento fotografato dal -1% della produzione industriale. E non può consolare il fatto che la Lombardia nel suo insieme abbia fatto peggio con un -2,4%. Oltre alla produzione, scendono anche gli ordini interni (-1,3%) ed il fatturato (-2,5%) mentre la sola nota positiva viene dal settore estero (+1,3%) e resta stabile l'occupazione. «Le nostre imprese vivono una situazione ancora molto difficile – commenta il Presidente della Camera Gian Domenico Auricchio – con l’incremento degli ordinativi esteri a rendere meno negativa, soprattutto per le aziende più strutturate, la situazione. E’ evidente che per tornare a crescere servono misure urgenti e uno sforzo comune, a tutti i livelli. Ridare liquidità alle nostre imprese è oggi la priorità, senza trascurare innovazione e internazionalizzazione come leve competitive su cui puntare, e proprio su queste tematiche come Camera di Commercio siamo in prima linea accanto alle nostre imprese, moltiplicando gli sforzi per cercare di aprire nuove prospettive per la ripresa».
Anche se in provincia di Cremona la disoccupazione non è aumentata, a evidenziare la problematicità della situazione l'accresciuto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni. Alla componente ordinaria ha fatto ricorso il 27% delle imprese manifatturiere cremonesi contro il precedente 24% e la CIG ha coperto il 2,2% del monte ore complessivo, quasi triplicando il dato dello 0,8% del trimestre scorso, ma rimanendo appena al di sotto della media lombarda.
A livello congiunturale, il peggioramento della situazione economica è condiviso dall’intera Lombardia. Il fatturato e la domanda interna, rispettivamente al -1,5 e -1%, calano però meno che in provincia di Cremona, ma assai preoccupante è il sensibile rallentamento (-0,4%) anche della domanda proveniente dall’estero cha fa venir meno la più importante ancora di salvezza degli ultimi anni. Anche se a livello regionale l’occupazione scende di un modesto 0,2%, i ricorso alla Cassa integrazione ordinaria risulta superiore rispetto al dato cremonese, visto che hanno interessato oltre il 28% delle imprese ed il 3,7% del monte ore complessivo.
Continua a soffrire anche l’artigianato produttivo: rispetto al trimestre scorso tutti gli indicatori subiscono un calo compreso tra l’1 ed il 2%, che arriva però al -2,7% per il fatturato che si conferma, anche nell’artigianato, la variabile più in sofferenza. Molto preoccupante anche il calo degli occupati su base annua, (-5%), mentre per gli altri indicatori si va dal -6,3% della produzione al -7,5% del fatturato.
A confermare la situazione congiunturale negativa è anche la demografia imprenditoriale cremonese caratterizzata, nel primo trimestre 2013, da tassi di natimortalità peggiori sia rispetto alla media dell’intera Lombardia, che nei confronti dei dati precedenti. A fine marzo siamo al quarto calo annuo consecutivo e nel 2013 raggiungono il punto più basso dal 2005.
Anche se in provincia di Cremona la disoccupazione non è aumentata, a evidenziare la problematicità della situazione l'accresciuto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni. Alla componente ordinaria ha fatto ricorso il 27% delle imprese manifatturiere cremonesi contro il precedente 24% e la CIG ha coperto il 2,2% del monte ore complessivo, quasi triplicando il dato dello 0,8% del trimestre scorso, ma rimanendo appena al di sotto della media lombarda.
A livello congiunturale, il peggioramento della situazione economica è condiviso dall’intera Lombardia. Il fatturato e la domanda interna, rispettivamente al -1,5 e -1%, calano però meno che in provincia di Cremona, ma assai preoccupante è il sensibile rallentamento (-0,4%) anche della domanda proveniente dall’estero cha fa venir meno la più importante ancora di salvezza degli ultimi anni. Anche se a livello regionale l’occupazione scende di un modesto 0,2%, i ricorso alla Cassa integrazione ordinaria risulta superiore rispetto al dato cremonese, visto che hanno interessato oltre il 28% delle imprese ed il 3,7% del monte ore complessivo.
Continua a soffrire anche l’artigianato produttivo: rispetto al trimestre scorso tutti gli indicatori subiscono un calo compreso tra l’1 ed il 2%, che arriva però al -2,7% per il fatturato che si conferma, anche nell’artigianato, la variabile più in sofferenza. Molto preoccupante anche il calo degli occupati su base annua, (-5%), mentre per gli altri indicatori si va dal -6,3% della produzione al -7,5% del fatturato.
A confermare la situazione congiunturale negativa è anche la demografia imprenditoriale cremonese caratterizzata, nel primo trimestre 2013, da tassi di natimortalità peggiori sia rispetto alla media dell’intera Lombardia, che nei confronti dei dati precedenti. A fine marzo siamo al quarto calo annuo consecutivo e nel 2013 raggiungono il punto più basso dal 2005.