Rivolta, dopo l'ordine di sfratto marocchina minaccia di darsi fuoco Il Comune la ospita in una locanda

E' stata ospitata a spese del Comune in una locanda di Rivolta la donna marocchina di 37 anni, N.A., che martedì mattina ha minacciato di darsi fuoco aggirandosi per il paese brandendo una tanica di benzina dopo l'ordine di sfratto notificatole dall'ufficiale giudiziario. La decisione è arrivata in seguito alla visita del sindaco Calvi che ha deciso di concedere alla nordafricana un po' di tempo per trovare una sistemazione alternativa.
Da tempo la 37enne, senza lavoro e con pochissima dimestichezza con la lingua, era stata abbandonata dal marito che si era portato via anche il figlio. Il Comune, considerandola una vittima di violenza, aveva deciso di pagarle l'affitto per una casa in via Somaschi. Almeno fino a questa mattina, quando la forza pubblica si è presentata presso la sua abitazione intimandole di lasciare l'appartamento.
La donna, senza lavoro e con poca dimestichezza con la lingua, ha contattato Souad Sbai, presidente di Acmid Donna ed ex parlamentare Pdl, minacciando di darsi fuoco. «E' disperata, dice che le hanno portato le valigie fuori casa e che voglioni che se ne vada - racconta l'ex parlamentare -. Da quando il marito è svanito nel nulla rapendo suo figlio è caduta in depressione. Non ha mezzi per vivere e non sa dove andare. Alla base dell'ordine di sfratto - sottolinea Sbai - ci sarebbe una presunta mancanza di fondi». Nel pomeriggio poi il lieto fine.