Giudici di pace chiusi per tagli: da settembre lo stop per gli uffici di Soresina e Casalmaggiore

5 MAG 13
Ultimo aggiornamento: 16:0316 MAG 25
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La spending review si abbatte sui giudici di pace che saranno chiusi per tagli: da settembre gli uffici di Soresina e Casalmaggiore cessano l’attività. ​In base alla riorganizzazione verranno assorbiti da Cremona con un risparmio di oltre un milione di euro. Non c'è c’è solo il Tribunale di Crema tra gli uffici giudiziari destinati a sparire con la riorganizzazione voluta dall’ex Governo Monti. Il decreto legislativo 156 del 7 settembre 2012, infatti, impone una sforbiciata pesante anche ai presidi dei Giudici di Pace. E tra i 45 destinati a sparire in Lombardia, ci sono anche quelli di Casalmaggiore e di Soresina, nel cui ambito ricadono 27 piccoli comuni. Entrambi confluiranno a Cremona. Insieme alle quasi 800 pratiche annue che gestivano: soprattutto contestazioni a sanzioni amministrative e risarcimenti danni, ma anche cause relative a beni mobili e ricorsi in materia di immigrazione. Una mole di lavoro che da settembre dovrà sobbarcarsi il capoluogo, con un bacino d’utenza complessivo di 200mila abitanti.
In verità, il decreto prevedeva per gli enti locali la possibilità di mantenere il servizio, ma a proprie spese. E in tempo di tagli e crisi, con le casse vuote, è come mettere i sindaci con le spalle al muro.
Tanto che quasi nessuno ci ha provato. I termini per la richiesta erano stati fissati al 29 aprile. E in provincia nemmeno una delle 27 municipalità coinvolte dall’accorpamento ha fatto domanda.
Le ricadute ci saranno. Le proteste a livello nazionale (visto che nel complesso è prevista l’eliminazione di 667 uffici in tutt’Italia) non sono mancate. L’Associazione Nazionale avvocati italiani ha sottolineato come il provvedimento “non tenga conto delle esigenze della giustizia di prossimità”, mentre il Consiglio Regionale si è pronunciato attraverso una mozione per chiedere al Ministero di Grazia e Giustizia di riformulare il piano di riorganizzazione perchè potrebbe provocare a cittadini, operatori e imprese diversi disagi.
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