Spese condominali, in 600 non possonop pagare Il problema in un edificio su tre. Ammanco di 360mila euro annui

In un condominio su tre ci sono casi di morosità. E anche le “zone bene” non sono più immuni. Non riesce ad onorare le spese condominiali chi ha perso il lavoro, ma anche professionisti con studi avviati. La crisi colpisce pure nei quartieri residenziali, inducendo a dare priorità al mutuo e alle bollette, ritenuti più urgenti. Un fenomeno che va sempre più a braccetto con la grave emergenza abitativa: spesso chi non paga le quote di palazzo è in ritardo anche con l’affitto, esponendosi così allo sfratto. Nell’ultimo anno almeno mille persone in città hanno ricevuto la lettera in cui si dettano i termini per lasciare l’immobile. Basta fare un salto in Tribunale, di giovedì, giornata dedicata proprio a dirimere le cause insorte tra inquilini e proprietari. I corridoi brulicano di persone: c’è chi sventola la notifica, chi accompagnato dall’avvocato fa presente le proprie ragioni e chi contesta il provvedimento magari arrivato dopo 8-9 mesi di arretrati. Udienze spesso drammatiche e cariche di tensione, con i magistrati costretti a calarsi nel ruolo di assistenti sociali.
«La morosità nelle spese d’affitto è la punta dell’iceberg di situazioni abitative più a rischio, o a volte il tragico epilogo – conferma Luca Curatti, avvocato e presidente dell’Unione Piccoli Proprietari Immobili (Uppi) -. Sul migliaio di sfrattati, il 60%, 65% non ha saldato il debito con i locatari. Si tratta di costi relativi ad appartamenti piccoli e modesti, ubicati nei aree popolari e periferiche della città, dati in affitto nella maggior parte dei casi a stranieri». E a fronte di esborsi annuali che vanno dai 450 ai 600 euro, i conti sono presto fatti: in un anno mancano all’appello tra i 270mila e i 360mila euro.
«La morosità nelle spese d’affitto è la punta dell’iceberg di situazioni abitative più a rischio, o a volte il tragico epilogo – conferma Luca Curatti, avvocato e presidente dell’Unione Piccoli Proprietari Immobili (Uppi) -. Sul migliaio di sfrattati, il 60%, 65% non ha saldato il debito con i locatari. Si tratta di costi relativi ad appartamenti piccoli e modesti, ubicati nei aree popolari e periferiche della città, dati in affitto nella maggior parte dei casi a stranieri». E a fronte di esborsi annuali che vanno dai 450 ai 600 euro, i conti sono presto fatti: in un anno mancano all’appello tra i 270mila e i 360mila euro.
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