Martiri di Bagnara, le autorità richiamano al valore della pace durante la commemorazione Critiche alle contestazioni del 25 aprile in piazza

Commemorati questa mattina i martiri di Bagnara. Nella frazione di Cremona quattro vigili del fuoco – Domenico Agazzi (35 anni), Giulio Azzali (39 anni), Odoardo Cerani (42 anni) e Luigi Rusinenti (19 anni), assieme a due civili, Giovanni Vaiani (52 anni) e Ivan Mondoni (16 anni), furono catturati e uccisi il 27 aprile 1945, da un contingente di tedeschi in fuga.
I vigili del fuoco, a Bagnara, avevano un distaccamento ed erano lì a prestare soccorso a persone in difficoltà. Erano in missione di pace, eppure furono uccisi. Questo ieri si è ricordato grazie alla manifestazione promossa dal comune di Cremona in collaborazione con l'Associazione Nazionale Partigiani, l'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, il comando provinciale dei vigili del fuoco, l'AUP (Associazione Unitaria Pensionati) ed il Centro Anziani di Bagnara.
Dopo la messa delle 9,30, i presenti alla manifestazione hanno depositato a Bagnara una corona presso la lapide che ricorda quelle vittime.
Alle autorità e agli amministratori presenti il compito di trasmettere il senso della commemorazione non senza dimenticare le recenti contestazioni avvenute in piazza in occasione del 25 aprile. «Bisogna incontrare e conoscere chi ha vissuto la guerra per capire a fondo quel che è avvenuto e fare in modo che non si ripetano comportamenti simili a quelli visti il 25 aprile in piazza» Poi il richiamo al lungo periodo di pace vissuto dal Paese dal 1945 ad oggi e alla necessità di arginare quelle “guerre silenziose” che “nell'ostacolare la pace uccidono, un'altra volta, coloro che hanno sacrificato la loro vita per la libertà”. Il professor Angelo Rescaglio, dal canto suo, ha riportato l'attenzione sull'insegnamento lasciato da don Primo Mazzolari nello scritto “Della Tolleranza”.
È proprio da un percorso di tolleranza che è indispensabile partire per trasmettere alle nuove generazioni il valore della pace.
I vigili del fuoco, a Bagnara, avevano un distaccamento ed erano lì a prestare soccorso a persone in difficoltà. Erano in missione di pace, eppure furono uccisi. Questo ieri si è ricordato grazie alla manifestazione promossa dal comune di Cremona in collaborazione con l'Associazione Nazionale Partigiani, l'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, il comando provinciale dei vigili del fuoco, l'AUP (Associazione Unitaria Pensionati) ed il Centro Anziani di Bagnara.
Dopo la messa delle 9,30, i presenti alla manifestazione hanno depositato a Bagnara una corona presso la lapide che ricorda quelle vittime.
Alle autorità e agli amministratori presenti il compito di trasmettere il senso della commemorazione non senza dimenticare le recenti contestazioni avvenute in piazza in occasione del 25 aprile. «Bisogna incontrare e conoscere chi ha vissuto la guerra per capire a fondo quel che è avvenuto e fare in modo che non si ripetano comportamenti simili a quelli visti il 25 aprile in piazza» Poi il richiamo al lungo periodo di pace vissuto dal Paese dal 1945 ad oggi e alla necessità di arginare quelle “guerre silenziose” che “nell'ostacolare la pace uccidono, un'altra volta, coloro che hanno sacrificato la loro vita per la libertà”. Il professor Angelo Rescaglio, dal canto suo, ha riportato l'attenzione sull'insegnamento lasciato da don Primo Mazzolari nello scritto “Della Tolleranza”.
È proprio da un percorso di tolleranza che è indispensabile partire per trasmettere alle nuove generazioni il valore della pace.