Visuale perfetta e pubblico più vicino Ecco come sarà lo Zini senza barriere Confermato da Comune e Cremonese

21 APR 13
Ultimo aggiornamento: 13:54 | 16 MAG 25
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Secondo il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, l’unica via per preservare il calcio italiano sono «nuovi investimenti sugli stadi». Quando si parla di futuro Cremona e la Cremonese sono in prima fila e presto lo Zini presto toglierà le barriere che dividono il campo da gioco dalle gradinate, come negli impianti più avanzati d’Europa.
Il Comune di Cremona, proprietario dell’impianto, ha pronto uno studio di fattibilità. I dettagli del progetto rendono l’idea di ciò che potrebbe essere: via offendicoli, barriere e cancellate perimetrali. Nessun intervento sul sistema di accesso e di sicurezza, già adeguato. I plexiglass anti sfondamento saranno tagliati all’altezza di un metro e dieci e riposizionati sopra un terrapieno di cemento che richiederà il sacrificio delle prime file di gradinata. Si andrà verso la sostituzione completa delle forze dell’ordine all’interno dello stadio con steward specializzati e si parlerà anche di sviluppi commerciali, come auspica la Lega Pro: «I nostri stadi - ha detto Macalli - devono diventare fonti di reddito per i club e devono offrire servizi non solo la domenica, ma per ogni giorno dell’anno».
«Si dovesse decidere di dare lo start all’indomani della fine della stagione agonistica - ha spiegato Marco Pagliarini, direttore del Settore Lavori Pubblici - in un’estate si farebbe. Con una spesa di circa 1 milione e mezzo di euro». L’Amministrazione, però, «è vincolata dal patto di stabilità»: piena disponibilità per la parte tecnica, ma difficoltà a stanziare fondi. L’aiuto alla Cremonese potrebbe arrivare dall’Istituto di Credito Sportivo, già partner per il Centro “Arvedi”.
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