Successo per "Mattoncini all'ombra del Torrazzo" 4mila presenze per la due giorni Cremona Bricks con espositori provenienti da tutto il nord Italia

21 APR 13
Ultimo aggiornamento: 15:5416 MAG 25
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Animali della giungla, soldati e indiani ad altezza uomo. Villaggi di Natale e paesaggi del Nord, Far West e moderne stazioni con trenini che sfrecciano su binari circolari. E poi, ancora, basi aeree e navicelle spaziali ispirate alla saga di Guerre Stellari. Sono alcune delle opere messe mostra nella seconda edizione di “Cremona Bricks- Mattoncini all'ombra del Torrazzo”. Un'esposizione per professionisti e appassionati di Lego. Le costruzioni, realizzate con pazienza e fantasia mattoncino dopo mattoncino, hanno attirato l'anno scorso circa 3mila visitatori. «Quest'anno – afferma Matteo Frassi, del club “Cremona Bricks, - abbiamo raggiunto i 4mila. Sia perché l'evento è stato pubblicizzato, sia perché tanti espositori provenivano da tutto il Nord Italia». La due giorni, che ha ospitato una trentina di “legomaniaci”, ha previsto anche un concorso dedicato ai bambini delle elementari e delle medie, realizzato grazie alla collaborazione del Club Kiwanis Cremona. Siamo andati a conoscerli.
Una passione nata da bambini, che da adulti è diventata un passatempo attraverso il quale liberare la fantasia.
Come spiega Luigi, 42 anni, ingegnere «Ho ripreso a costruire tre anni fa acquistando una scatola del villaggio di Natale. Da lì è ricominciato tutto: mentre attendo che Lego produca un nuovo pezzo natalizio, acquisto altri pezzi per sfogare la mia creatività che altrimenti rimarrebbe inutilizzata».
Massimo ed Elena, 35 e 33 anni, sono fidanzati e condividono l'amore per i mattoncini: «Già da bambini giocavamo, ma la svolta è avvenuta qualche tempo fa quando, entrando in un negozio di giocattoli, siamo stati attirati da una scatola di Lego per creare una casetta». Da lì, via via, è nato un piccolo villaggio fino ad arrivare alla creazione della Statua della Libertà: 2.899 pezzi assemblati in tre giorni di lavoro. «Non è un gioco come gli altri – spiegano – qui si deve utilizzare la testa e le mani».
Daniele, 48 anni, ha coinvolto la figlia Camilla e la moglie Rita nel suo hobby: «In realtà – spiega la piccola, 9 anni e mezzo – è stata tutta colpa dello zio Giovanni che ad un compleanno mi ha regalato ula caserma dei pompieri. Mi è piaciuta tantissimo, e quando gioco con le mie costruzioni ho una bella sensazione». Davanti a lei si dipana una piccola piazza con strade, aiuole verdi, circondata da palazzi e villette. «Vedi quella piccola in fondo? - chiede – Quella è della mia mamma da bambina».
Antonio, 11, anni è uno dei piccoli partecipanti al concorso “Mattoncini in Libertà”. Gareggia con il suo fortino: «Il mio primo Lego l'ho ricevuto a tre anni, poi non ho chiesto altro. Mi piace perché mi diverte: mi invento le storie e costruisco».
Simone, 9 anni, ha le idee chiare: «Il Lego è bello perché è manuale – dice con piglio da professore – è interessante. Ci puoi costruire qualsiasi cosa tu voglia. La mia passione però è Lego Mindstorm, un robot che puoi programmare con il computer».
Cecilia e Chiara, 8 anni, sono amiche di scuola e adorano i mottoncini. La “Casa multicolor” e “La scuola” sono le loro costruzioni in concorso. «Ho iniziato perchè al mio fratellino piaceva – spiega Cecilia – così per farlo contento costruivo per lui. Ma mi è piaciuto e ho continuato facendo nuovi esperimenti».
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