Casalmaggiore, il rapinatore della Benetton chiede gli arresti domiciliari. Difficoltà economiche alla base del gesto

Ha ammesso gli addebiti e, tramite il suo avvocato, Stefania Giribaldi, ha chiesto gli arresti domiciliari. Questo l'esito dell'interrogatorio di garanzia di Francesco Di Paola Avella, reo della rapina amano armata avvenuta mercoledì pomeriggio al negozio Benetton di Casalmaggiore.
«Il mio assistito ha ammesso i fatti – dichiara Giribaldi – ed ha contestualizzato il gesto compiuto». La mancanza di lavoro e le conseguenti difficoltà economiche sono tra i motivi che avrebbero spinto l'uomo, che risiede a Canneto sull'Oglio (Mn) assieme alla convivente - anche lei disoccupata - e al figlio di tre anni, a rendersi protagonista del reato. Qualora la richiesta dei domiciliari venisse accolta, Avella, sconterebbe la sua pena presso la famiglia d'origine a Canneto.
«Il mio assistito ha ammesso i fatti – dichiara Giribaldi – ed ha contestualizzato il gesto compiuto». La mancanza di lavoro e le conseguenti difficoltà economiche sono tra i motivi che avrebbero spinto l'uomo, che risiede a Canneto sull'Oglio (Mn) assieme alla convivente - anche lei disoccupata - e al figlio di tre anni, a rendersi protagonista del reato. Qualora la richiesta dei domiciliari venisse accolta, Avella, sconterebbe la sua pena presso la famiglia d'origine a Canneto.
