Ecco come è cambiata la spesa dei cremonesi in tempi di crisi

Si compra solo il necessario e c’è chi acquista su internet o allo spaccio. Si fa scorta approfittando dei ribassi. Così cambia la spesa in tempi di crisi in provincia di Cremona. Sconti. Promozioni. Buoni. Un tempo erano materia da casalinghe esperte. Oggi sono l’obbligato abc di chi è costretto ad acquistare con attenzione e deve far quadrare il bilancio familiare rosicchiato dalla crisi. Lavoratori e disoccupati, coppie con figli e single, anziani. Tutte le fasce sono colpite e le difficoltà sono maggiori per chi un tempo aveva il privilegio di non dover badare ai prezzi. Anche i rivenditori si sono adeguati: l’offerta segue la domanda. Sono aumentate le isole di prodotti sottocosto e le cassette della posta sono invase dai depliant che pubblicizzano le “occasioni della settimana”. Nelle corsie, tra gli scaffali, i clienti confermano. E i direttori dei punti vendita cittadini attestano il trend: «Non si fanno più grandi spese. La gente preferisce comprare lo stretto necessario e quando serve. Privilegiando merce non di marca».
E per le famiglie numerose i sacrifici si moltiplicano spesa, vestiti, libri scolastici. Tutto moltiplicato. Sacrifici compresi. Se già per una famiglia “tradizionale” il momento è quello che è, figurarsi per una famiglia “numerosa”. Una famiglia che mediamente conta sei, sette membri. Nel cremonese sono circa una novantina solo quelle iscritte all’Associazione Famiglie Numerose (AFN), ma il dato complessivo è ovviamente ben più corposo.
Una crisi che morde e che appare evidente anche a scuola dove i consigli d’Istituto hanno fissato budget e scelto mete più economiche per le gite, anch'esse a scartamento ridotto. Al Torriani si offre un contributo e al Vacchelli si premiano i meritevoli. I presidi confermano: «I soldi sono pochi». (il resto dell'inchiesta sul numero di questa settimana di Mondo padano in edicola dal 15 aprile)
E per le famiglie numerose i sacrifici si moltiplicano spesa, vestiti, libri scolastici. Tutto moltiplicato. Sacrifici compresi. Se già per una famiglia “tradizionale” il momento è quello che è, figurarsi per una famiglia “numerosa”. Una famiglia che mediamente conta sei, sette membri. Nel cremonese sono circa una novantina solo quelle iscritte all’Associazione Famiglie Numerose (AFN), ma il dato complessivo è ovviamente ben più corposo.
Una crisi che morde e che appare evidente anche a scuola dove i consigli d’Istituto hanno fissato budget e scelto mete più economiche per le gite, anch'esse a scartamento ridotto. Al Torriani si offre un contributo e al Vacchelli si premiano i meritevoli. I presidi confermano: «I soldi sono pochi». (il resto dell'inchiesta sul numero di questa settimana di Mondo padano in edicola dal 15 aprile)