Fra il 2007 e il 2011 il fatturato della manifattura cremonese ha raggiunto i 7,4 miliardi di euro

C'è un prima e un dopo. Dopo quella data nulla è più stato come prima. Lo spartiacque è il 2009: fino ad allora il maggior contributo al fatturato della manifattura arrivava dalle imprese di medie dimensioni – tra il 43,7% e il 44,3% in ciascun anno. Dal 2010, invece, è lievitato l’apporto delle grandi imprese: in questo anno e nel 2011 esse pesano sul fatturato rispettivamente per il 42,0% e per il 43,8%. E' quanto emerge dal rapporto annuale del Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica, (che sarà presentato lunedì prossimo, 22 aprile, in Camera di Commercio nel corso del convegno “Crescere in Italia e all’estero. La sfida per l’industria cremonese”): la crisi, dunque, ha pesato soprattutto sulle aziende meno strutturate e con una ridotta proiezione verso i mercati esteri. Altro elemento di spicco del rapporto riguarda l'andamento della redditività, che risulta addirittura dimezzata, l’emergenza più acuta accusata dalle imprese manifatturiere cremonesi nel 2011. Eppure vi sono aziende che continuano a competere sui mercati internazionali e addirittura a crescere a dispetto della crisi. E che vedono aumentare i loro ricavi.
Il rapporto del Cersi è una fotografia dettagliata dello stato di salute dell’economia provinciale attraverso l’analisi dei bilanci di 246 imprese con ricavi superiori a 3,5 milioni di euro.
Il 2009 l’anno in cui l’Industria manifatturiera cremonese è stata più duramente messa alla prova dalla crisi mondiale. Passando in rassegna i singoli settori, ciò risulta valido per ben otto di essi: dei restanti cinque, due hanno raggiunto il valore minimo nel 2007 e due nel 2011 e uno nel 2010. Grazie a tre anni di crescita, in ogni caso, il fatturato della manifattura cremonese è aumentato di poco meno di un quarto tra il 2007 e il 2011, passando da circa 6 a 7,4 miliardi di euro (+23,3%).
Il numero degli addetti del settore manifatturiero è invece aumentato stabilmente anno dopo anno, fino a raggiungere quota 16.992 dipendenti. Complessivamente, durante il quinquennio di riferimento esso è cresciuto del +5,4%, equivalente a 873 nuovi posti di lavoro.
Delle 246 imprese censite, il 23,2% appartiene alla classe dimensionale da 3,5 a 5 milioni di euro di fatturato, il 45,1% alla classe da 5 a 15 milioni di euro, l’11,0% alla classe da 15 a 25 milioni di eu- ro, mentre il 20,7% alla classe con ricavi delle vendite superiori ai 25 milioni di euro.
Dipendenti - Il 6,9% del campione è costituito da microimprese (numero di addetti inferiore a 10), il 59,3% da piccole imprese (numero di addetti compreso tra 10 e 49), il 29,3% da medie imprese (numero di addetti tra 50 e 249) e il 4,5% da grandi imprese (numero di addetti superiore a 250). (il resto del servizio su Mondo Padano in edicola dal 15 aprile).
Il rapporto del Cersi è una fotografia dettagliata dello stato di salute dell’economia provinciale attraverso l’analisi dei bilanci di 246 imprese con ricavi superiori a 3,5 milioni di euro.
Il 2009 l’anno in cui l’Industria manifatturiera cremonese è stata più duramente messa alla prova dalla crisi mondiale. Passando in rassegna i singoli settori, ciò risulta valido per ben otto di essi: dei restanti cinque, due hanno raggiunto il valore minimo nel 2007 e due nel 2011 e uno nel 2010. Grazie a tre anni di crescita, in ogni caso, il fatturato della manifattura cremonese è aumentato di poco meno di un quarto tra il 2007 e il 2011, passando da circa 6 a 7,4 miliardi di euro (+23,3%).
Il numero degli addetti del settore manifatturiero è invece aumentato stabilmente anno dopo anno, fino a raggiungere quota 16.992 dipendenti. Complessivamente, durante il quinquennio di riferimento esso è cresciuto del +5,4%, equivalente a 873 nuovi posti di lavoro.
Delle 246 imprese censite, il 23,2% appartiene alla classe dimensionale da 3,5 a 5 milioni di euro di fatturato, il 45,1% alla classe da 5 a 15 milioni di euro, l’11,0% alla classe da 15 a 25 milioni di eu- ro, mentre il 20,7% alla classe con ricavi delle vendite superiori ai 25 milioni di euro.
Dipendenti - Il 6,9% del campione è costituito da microimprese (numero di addetti inferiore a 10), il 59,3% da piccole imprese (numero di addetti compreso tra 10 e 49), il 29,3% da medie imprese (numero di addetti tra 50 e 249) e il 4,5% da grandi imprese (numero di addetti superiore a 250). (il resto del servizio su Mondo Padano in edicola dal 15 aprile).