Casalmaggiore, agricoltura idroponica al vaglio. Per ora costi ancora insostenibili

Tra gli esperti c'è chi sostiene che “è il futuro”. L'agricoltura idroponica anche detta idrocoltura potrebbe presto sbarcare a Casalmaggiore. In serre di nuova costruzione da realizzarsi nei pressi della centrale a biomassa ubicata nelle vicinanze dell'ospedale Oglio Po.
Un'azienda mantovana specializzata nel settore della produzione di ortaggi, questa mattina, ha fatto visita all'impianto di Vicomoscano e, da quanto emerso, ci sono tutte le premesse per trasformare l'idea in progetto e poi in un investimento concreto. Si tratta di installare nei terreni ubicati nelle vicinanze della centrale, serre che, sfruttando il calore in eccesso dell'impianto, creino la condizioni ideali a coltivazioni fuori suolo.
Al sopralluogo, promosso dal consigliere comunale Franco Feroldi, ha preso parte la proprietà della centrale nella persona di Fausto Bergonzi, la provincia di Cremona con il dirigente Massimo Delle Noci e l'azienda mantovana interessata all'investimento. Con il titolare anche alcuni esperti di un gruppo olandese specializzato proprio nella costruzione di serre “idroponiche”.
La realizzazione, se andrà a buon fine, è di quelle impegnative: «Un progetto – commenta Bergonzi – che di per sé non sarebbe economicamente sostenibile, lo diventa nel momento in cui grazie alla possibilità di accedere a calore a basso costo, si abbattono in maniera significativa gli investimenti favorendo così le trattative con gli istituti bancari ai quali si chiede credito».
Qualche numero: i costi energetici per riscaldare le serre influiscono, mediamente, per il 35%; nel caso dell'insediamento nei pressi della centrale casalese verrebbero “tranquillamente dimezzati”.
«Noi siamo interessati al progetto in prospettiva lavorativa»– afferma il sindaco, Claudio Silla. L'azienda che ha realizzato il sopralluogo questa mattina è già operativa nel mantovano dove, in 11 ettari di terreno destinato a serre, impiega 95 persone. I numeri fanno ben sperare.
Un'azienda mantovana specializzata nel settore della produzione di ortaggi, questa mattina, ha fatto visita all'impianto di Vicomoscano e, da quanto emerso, ci sono tutte le premesse per trasformare l'idea in progetto e poi in un investimento concreto. Si tratta di installare nei terreni ubicati nelle vicinanze della centrale, serre che, sfruttando il calore in eccesso dell'impianto, creino la condizioni ideali a coltivazioni fuori suolo.
Al sopralluogo, promosso dal consigliere comunale Franco Feroldi, ha preso parte la proprietà della centrale nella persona di Fausto Bergonzi, la provincia di Cremona con il dirigente Massimo Delle Noci e l'azienda mantovana interessata all'investimento. Con il titolare anche alcuni esperti di un gruppo olandese specializzato proprio nella costruzione di serre “idroponiche”.
La realizzazione, se andrà a buon fine, è di quelle impegnative: «Un progetto – commenta Bergonzi – che di per sé non sarebbe economicamente sostenibile, lo diventa nel momento in cui grazie alla possibilità di accedere a calore a basso costo, si abbattono in maniera significativa gli investimenti favorendo così le trattative con gli istituti bancari ai quali si chiede credito».
Qualche numero: i costi energetici per riscaldare le serre influiscono, mediamente, per il 35%; nel caso dell'insediamento nei pressi della centrale casalese verrebbero “tranquillamente dimezzati”.
«Noi siamo interessati al progetto in prospettiva lavorativa»– afferma il sindaco, Claudio Silla. L'azienda che ha realizzato il sopralluogo questa mattina è già operativa nel mantovano dove, in 11 ettari di terreno destinato a serre, impiega 95 persone. I numeri fanno ben sperare.
