Stefano Allegri riceve il testimone da Cristiano Villa al timone dei Giovani Industriali

7 APR 13
Ultimo aggiornamento: 15:5016 MAG 25
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‘Uno scatto d’orgoglio per l’Italia di domani’ è il titolo scelto dal Gruppo Giovani Industriali per l’assemblea di giovedì 11 aprile che avrà Roberto Napoletano come ospite d’onore. Proprio il direttore del Sole 24 Ore, qualche giorno fa, aveva utilizzato un titolo forte per il suo editoriale, ‘Basta giochi’, commentando con asprezza l’ennesimo pantano che sembra aver avviluppato la politica italiana dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio.
Ed è proprio sul futuro delle imprese, frustrate da quella che viene percepita come una «distanza siderale fra chi dovrebbe pianificare il futuro del Paese e i problemi dell’economia reale» che si interroga Cristiano Villa, presidente dei Giovani Industriali fino a giovedì quando cederà il testimone a Stefano Allegri, già vicepresidente con delega all’education. 
Tre anni di mandato intensi per un imprenditore abituato a trascorrere molto tempo in aereo per seguire gli affari dell’azienda di famiglia in giro per il mondo (nel mirino ora il Kazakistan e il Brasile, ndr), ma ugualmente presente e attivo nella vita dell’associazione, «qualcosa che sentivo di avere nel sangue» - dichiara Villa a Mondo Padano - anche per l’esperienza diretta vissuta in passato da mio papà alla guida degli industriali».
Proprio oggi, lunedì 8 aprile, le dodici associazioni di Confindustria Lombardia, sentendo l’urgenza di lanciare un forte appello sulla necessità di proteggere il tessuto produttivo e l’occupazione con interventi immediati e concreti, hanno indetto una conferenza stampa a Milano dal titolo inequivocabile ‘Codice rosso: massima urgenza’, a sottolineare il momento di straordinaria difficoltà per una crisi che sta minando persino il sistema produttivo della regione più avanzata del Paese. «Anche se in provincia di Cremona, per lo meno sotto il profilo burocratico, la situazione funziona abbastanza bene - osserva Villa - il territorio sconta la congiuntura negativa e bisognerebbe portare avanti con più coraggio alcuni progetti di svolta». Uno fra questi potrebbe essere proprio lo sviluppo dell’area di «Tencara, un’opportunità strategica per lo sviluppo del territorio che fino ad oggi non è stata colta». (il resto dell'intervista su Mondo Padano in edicola)