Maltempo, la pianura lombarda a mollo: oltre 80 millimetri di pioggia nel Cremonese nel marzo 2013

La Pianura Padana a mollo. Quest’anno – secondo un’elaborazione di Coldiretti Lombardia sulla base dei dati del Centro Meteo Lombardo – sono state le fasce verdi e più agricole della regione a prendere la maggiori quantità di acqua. La “mappa della pioggia” dell’ultimo anno indica che le precipitazioni in pianura hanno sfondato quota 410 millimetri e che durante l’ultimo mese di marzo hanno oscillato fra quasi assenza nelle aree di Tirano ed Edolo e gli oltre 40 millimetri di Casalmaggiore nel Cremonese.
In provincia di Cremona infatti sono stati registrati nel solo mese di marzo 40.2 millimetri di precipitazioni nel Casalasco, 31.7 nel Cremonese e 14.2 nel Cremasco, contro i quasi 1.200 millimetri complessivi annuali.
«A livello agricolo è come se stessimo vivendo ancora un lungo inverno – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – nel mese di marzo è caduto il 60 per cento di pioggia in più rispetto alla media, con punte che vanno dal 150 per cento in più nel Nord Italia al 300 per cento in alcune zone del Nordest e tutte le semine sono in ritardo: i trattori faticano ad entrare nei campi allagati per preparare i terreni, alcuni stanno usando le pompe per tirare fuori l’acqua, le operazioni di semina non possono iniziare fino a quando le aree non siano almeno praticabili altrimenti si rischia di far marcire i semi oppure le piantine. E’ questo vale per tutte le colture: dal mais al pomodoro alle verdure. Ci aspettiamo forti riduzioni di rese nei prossimi raccolti».
In provincia di Cremona infatti sono stati registrati nel solo mese di marzo 40.2 millimetri di precipitazioni nel Casalasco, 31.7 nel Cremonese e 14.2 nel Cremasco, contro i quasi 1.200 millimetri complessivi annuali.
«A livello agricolo è come se stessimo vivendo ancora un lungo inverno – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – nel mese di marzo è caduto il 60 per cento di pioggia in più rispetto alla media, con punte che vanno dal 150 per cento in più nel Nord Italia al 300 per cento in alcune zone del Nordest e tutte le semine sono in ritardo: i trattori faticano ad entrare nei campi allagati per preparare i terreni, alcuni stanno usando le pompe per tirare fuori l’acqua, le operazioni di semina non possono iniziare fino a quando le aree non siano almeno praticabili altrimenti si rischia di far marcire i semi oppure le piantine. E’ questo vale per tutte le colture: dal mais al pomodoro alle verdure. Ci aspettiamo forti riduzioni di rese nei prossimi raccolti».