Una gioventù da coltivare, l’agricoltura cremonese parla Under 30 nel 2012 Cresce anche il livello culturale

2 APR 13
Ultimo aggiornamento: 15:5116 MAG 25
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Giovani armati di trattore e buona volontà. Il vero ‘ammortizzatore sociale’ d’Italia? È l’agricoltura. Uno dei pochi settori che oggi, nel nostro Paese, cresce e crea nuovi posti di lavoro, anche per tanti laureati.
Secondo i dati della Confederazione italiana agricoltori, il valore aggiunto nell’ultimo anno è salito dell’1,1%, mentre il numero dei posti di lavoro nel secondo trimestre del 2012 è aumentato addirittura del 6,2%. E Coldiretti segnala una crescita del 2% del numero di aziende under 30 nel terzo trimestre 2012.
I nuovi titolari di aziende agricole, nella maggior parte dei casi, proseguono l’attività di famiglia. Ma c’è anche chi si è avventurato in quest’impresa in modo autonomo, scommettendo sulla riscoperta della tradizione. Senza dimenticare quei ragazzi che si adattano a contratti stagionali di qualche mese, per guadagnare qualcosa in più rispetto ai contratti precari, co.co.co e affini.
Così, anche in provincia di Cremona, le ‘meglio gioventù’ dell’agricoltura avanza. Lo conferma Giorgio Guarneri, presidente dell’Anga, l’associazione dei giovani di Libera agricoltori: «Nella nostra provincia c’è un buon numero di under 35 attivi nel settore. Negli ultimi quindici anni, il gruppo è cresciuto con sempre più soci, segno che i giovani agricoltori si stanno facendo largo. Si tratta perlopiù del proseguimento di attività di famiglia: l’investimento iniziale dell’acquisto dei terreni, infatti, rende difficile ‘improvvisarsi’ agricoltori senza solide basi alle spalle». Da segnalare, il livello d’istruzione elevato: «Molti sono laureati e si stanno ritagliando uno spazio sempre più importante le donne – prosegue il presidente dell’Anga -. Spesso arrivano da altre esperienze lavorative, ma poi riscoprono la possibilità di avere un ruolo importante in azienda, anche con ruoli gestionali».