La disabilità abbatte nuovi muri con i tablet e la musicoterapia alla Santa Federici di Casalmaggiore

«La disabilità è un bene della comunità non solo della famiglia». La Santa
Federici di Casalmaggiore da oltre 30 anni opera nell'ambito dell'handicap.
Cristina Cirelli, responsabile di struttura, da tempo è convinta della
sua dimensione "collettiva" così come di quella genitorialità allargata
nei confronti delle future generazioni che ogni adulto dovrebbe assumersi.
Federici di Casalmaggiore da oltre 30 anni opera nell'ambito dell'handicap.
Cristina Cirelli, responsabile di struttura, da tempo è convinta della
sua dimensione "collettiva" così come di quella genitorialità allargata
nei confronti delle future generazioni che ogni adulto dovrebbe assumersi.
La cooperativa di via Romani garantisce ai suoi ragazzi un
nutrito ventaglio di attività. Comprese quelle con i tablet. «Ne abbiamo
tre - spiega Cirelli -, acquistati grazie al contributo del Lions Club
di Casalmaggiore. Su ognuno è installato un software di comunicazione alternativa.
Attraverso simboli che sfiorano con le dita, i ragazzi ci comunicano bisogni,
interessi, volontà. Ad ogni simbolo corrisponde un messaggio vocale che
verbalizza quanto loro non riescono a dire. La comunicazione è uno dei
problemi centrali della disabilità. Con i tablet stiamo raggiungendo livelli
di interazione incredibili».
nutrito ventaglio di attività. Comprese quelle con i tablet. «Ne abbiamo
tre - spiega Cirelli -, acquistati grazie al contributo del Lions Club
di Casalmaggiore. Su ognuno è installato un software di comunicazione alternativa.
Attraverso simboli che sfiorano con le dita, i ragazzi ci comunicano bisogni,
interessi, volontà. Ad ogni simbolo corrisponde un messaggio vocale che
verbalizza quanto loro non riescono a dire. La comunicazione è uno dei
problemi centrali della disabilità. Con i tablet stiamo raggiungendo livelli
di interazione incredibili».
Non meno significativi i risultati che si
ottengono con la musicoterapia. Soprattutto nelle disabilità gravi questi
laboratori sono strumenti di espressione fondamentali. «Si fa musica attraverso
il corpo - dice Cirelli -. A guidare i ragazzi ci sono un musicoterapista
e un'educatrice. Quel che si ottiene durante le lezioni ha ogni volta dell'incredibile».
La letto-scrittura con i tablet e la musicoterapia sono in questo momento
attività di punta, ma non sono le sole. Lo staff - solo gli educatori
professionali sono sette - è costantemente impegnato a coinvolgere gli
utenti in attività che mirano a migliorare la qualità di vita. In base
al grado di disabilità, si fa la spesa e poi si cucina con quanto acquistato,
si gioca a calcetto, si pratica karate, ci si diverte e rilassa con l'onoterapia,
l'ippoterapia, si va a nuotare in piscina. Grazie a sinergie attivate con
varie realtà del territorio i ragazzi sono costantemente motivati a fare
i conti con i loro limiti intesi come stimolo ad andare oltre.
ottengono con la musicoterapia. Soprattutto nelle disabilità gravi questi
laboratori sono strumenti di espressione fondamentali. «Si fa musica attraverso
il corpo - dice Cirelli -. A guidare i ragazzi ci sono un musicoterapista
e un'educatrice. Quel che si ottiene durante le lezioni ha ogni volta dell'incredibile».
La letto-scrittura con i tablet e la musicoterapia sono in questo momento
attività di punta, ma non sono le sole. Lo staff - solo gli educatori
professionali sono sette - è costantemente impegnato a coinvolgere gli
utenti in attività che mirano a migliorare la qualità di vita. In base
al grado di disabilità, si fa la spesa e poi si cucina con quanto acquistato,
si gioca a calcetto, si pratica karate, ci si diverte e rilassa con l'onoterapia,
l'ippoterapia, si va a nuotare in piscina. Grazie a sinergie attivate con
varie realtà del territorio i ragazzi sono costantemente motivati a fare
i conti con i loro limiti intesi come stimolo ad andare oltre.
«Siamo spesso
in giro, tra la gente - spiega la coordinatrice -. Vogliamo che i ragazzi
imparino a star bene qui ma anche fuori». Per molti genitori - 20 utenti
sul Centro Diurno Disabili, 17 sul Centro Socio Educativo, 6 per il servizio
di mantenimento all'autonomia (a Pozzo Baronzio) - la Santa Federici è
un supporto determinante. Non è un caso che da qualche anno sia attiva
l'associazione "Amici della Santa Federici" di cui fanno parte tante famiglie.
Alcune, negli ultimi tempi hanno dimezzato le ore di permanenza dei figli:
«La crisi si sente - dice Cirelli -. I tagli sulla non autosufficienza
hanno ridotto a tal punto le risorse che le scelte sono obbligate».
in giro, tra la gente - spiega la coordinatrice -. Vogliamo che i ragazzi
imparino a star bene qui ma anche fuori». Per molti genitori - 20 utenti
sul Centro Diurno Disabili, 17 sul Centro Socio Educativo, 6 per il servizio
di mantenimento all'autonomia (a Pozzo Baronzio) - la Santa Federici è
un supporto determinante. Non è un caso che da qualche anno sia attiva
l'associazione "Amici della Santa Federici" di cui fanno parte tante famiglie.
Alcune, negli ultimi tempi hanno dimezzato le ore di permanenza dei figli:
«La crisi si sente - dice Cirelli -. I tagli sulla non autosufficienza
hanno ridotto a tal punto le risorse che le scelte sono obbligate».