ISTRUZIONE E LIBERTA'
Paritarie a Bologna «Gli aiuti? Un vantaggio per la scuola pubblica»

«Quale, fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini?». Questo il quesito referendario a cui i cittadini di Bologna saranno chiamati a rispondere il 26 maggio per scegliere se abolire o meno il finanziamento comunale alle scuole paritarie convenzionate. Un referendum consultivo, che non prevede quindi la necessità di quorum, e che ha per oggetto unicamente le scuole paritarie convenzionate. Dopo mesi di manifestazioni e interventi da parte di «Articolo 33», il comitato che vuole abolire il sistema integrato, ieri il «Gruppo dei sostenitori del sistema pubblico integrato della scuola dell’Infanzia», si è presentato ufficialmente. Il capofila è l’economista Stefano Zamagni e tra i componenti più noti ci sono Walter Vitali, ex sindaco di Bologna, Alessandro Alberani, segretario metropolitano della Cisl, Salvatore Vassallo e Roberto Farnè, professori dell’Università di Bologna. Personaggi diversi per colori politici e per provenienza culturale che si sono uniti però a favore delle scuole paritarie. Il messaggio del gruppo è chiaro: le 27 scuole paritarie convenzionate accolgono il 21% dei bambini e ricevono meno del 3% delle risorse che il Comune investe sulla scuola dell’Infanzia. Il Comune, con i soldi eventualmente risparmiati dai finanziamenti alle paritarie convenzionate, non sarà in grado di dare un posto a tutti i bambini che ne fanno richiesta e, senza il contributo del Comune, le scuole paritarie convenzionate saranno messe in gravi difficoltà, non garantendo più i servizi attuali. Risultato: a perderci saranno tutte le famiglie, senza distinzione. Per questo, specifica il gruppo, il 26 maggio al quesito referendario bisognerà rispondere «B, come Bologna», per continuare a utilizzare le risorse comunali per le scuole paritarie private. Infatti, con le risorse attualmente destinate alle scuole dell’Infanzia paritarie a gestione privata (un milione di euro l’anno), il Comune di Bologna potrebbe garantire nelle scuole gestite direttamente meno del 10% del numero di posti convenzionati. Si tratterebbe cioè di 145 posti, visto che il costo per bambino nelle scuole comunali è di 6.900 euro all’anno, contro 1.736 posti assicurati dalle paritarie convenzionate. «Questo sistema di collaborazione tra ente locale e scuole paritarie a gestione privata – specifica Zamagni – è diffuso nel 98% dei Comuni dell’Emilia Romagna con effetti positivi per la famiglie». «Il contributo dato dal Comune non è un favore ai privati – continua – ma un investimento per l’intero sistema di scuole pubbliche formato da scuole statali e paritarie». Il gruppo promotore ha presentato un manifesto di dieci punti a favore del sistema pubblico integrato: «Siamo noi i veri difensori della scuola pubblica. Abrogando questa convenzione il sistema pubblico ne uscirebbe danneggiato».Sul tema della paritarie è intervenuto anche il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nell’ambito del convegno Fism che si è tenuto nel capoluogo toscano: «Siamo di fronte a una parità incompiuta – ha detto Betori – per cui è giusto richiamare gli enti locali a un ruolo più attivo».