Commercio, Fervari: «100mila euro persi? Non abbiamo bisogno di corsi fantasma Il denaro pubblico va usato con correttezza»

Fanno discutere le affermazioni di Rossella Spada, direttore di FormAzienda Asvicom, secondo la quale sarebbero stati persi centomila euro destinati alla formazione di circa 180 lavoratori dipendenti delle imprese che esercitano l’attività nei distretti del commercio di Cremona, Crema e Terre Casalasche.
Sulla questione interviene Ernesto Fervari, presidente di Confesercenti Cremona: «Ci sono dei bandi e ci sono delle gare. Sono d'accordo sul fatto che vi sia bisogno di corsi di formazione che siano validi sul territorio, come sul turismo, sull'arte, settori nei quali ne abbiamo una necessità enorme per le estreme potenzialità turistiche che abbiamo nel cremonese. V'è tutta una serie di costi per la formazione, ma non abbiamo bisogno di corsi fantasma che sfruttino i soldi pubblici, perché i soldi pubblici vanno spesi con correttezza».
Le risorse sarebbero dovute essere utilizzate per «progetti formativi collaterali e funzionali all’evento Expo 2015 – aveva spiegato Spada –, quindi legati prioritariamente al mondo dell’accoglienza turistica», ma i Comuni di Cremona e Crema avrebbero trovato l'opposizione dei sindacati di categoria, mentre Casalmaggiore non avrebbe formalizzato alcuna proposta di utilizzo delle risorse.
«Le motivazioni del comunicato sono del tutto irrilevanti – prosegue Fervari –, devono fare polemica. Basterebbe andare in Camera di Commercio per vedere quanti quattrini abbiamo fatto arrivare per la formazione di addetti di settore. Tutte le volte che si fa un bando servono correttezza e trasparenza, mentre in questa occasione chi avesse partecipato ai corsi sarebbe stato costretto a iscriversi alla loro associazione. In questo momento non abbiamo bisogno di un commercio legato a certe posizioni, in uno scenario che lascia in continuazione morti sulle strade e ne lascerà sempre di più. In questo momento il vero problema è l'accesso al credito, fermare le grandi distribuzioni, perché ci sono commercianti talmente grandi che stanno facendo morire il commercio».
Sulla questione interviene Ernesto Fervari, presidente di Confesercenti Cremona: «Ci sono dei bandi e ci sono delle gare. Sono d'accordo sul fatto che vi sia bisogno di corsi di formazione che siano validi sul territorio, come sul turismo, sull'arte, settori nei quali ne abbiamo una necessità enorme per le estreme potenzialità turistiche che abbiamo nel cremonese. V'è tutta una serie di costi per la formazione, ma non abbiamo bisogno di corsi fantasma che sfruttino i soldi pubblici, perché i soldi pubblici vanno spesi con correttezza».
Le risorse sarebbero dovute essere utilizzate per «progetti formativi collaterali e funzionali all’evento Expo 2015 – aveva spiegato Spada –, quindi legati prioritariamente al mondo dell’accoglienza turistica», ma i Comuni di Cremona e Crema avrebbero trovato l'opposizione dei sindacati di categoria, mentre Casalmaggiore non avrebbe formalizzato alcuna proposta di utilizzo delle risorse.
«Le motivazioni del comunicato sono del tutto irrilevanti – prosegue Fervari –, devono fare polemica. Basterebbe andare in Camera di Commercio per vedere quanti quattrini abbiamo fatto arrivare per la formazione di addetti di settore. Tutte le volte che si fa un bando servono correttezza e trasparenza, mentre in questa occasione chi avesse partecipato ai corsi sarebbe stato costretto a iscriversi alla loro associazione. In questo momento non abbiamo bisogno di un commercio legato a certe posizioni, in uno scenario che lascia in continuazione morti sulle strade e ne lascerà sempre di più. In questo momento il vero problema è l'accesso al credito, fermare le grandi distribuzioni, perché ci sono commercianti talmente grandi che stanno facendo morire il commercio».