Beltrami: «Il settore edile è paralizzato. Serve al più presto una svolta»

La crisi ha inferto un colpo durissimo all’edilizia, stretta in una morsa che mette a repentaglio la sopravvivenza di numerose imprese. Da un lato le commesse pubbliche che languono, dall’altro i pagamenti che non arrivano, soprattutto quelli della pubblica amministrazione, mentre la gelata che ha colpito l’accesso al credito delle aziende non allenta la presa.
«Peggio di noi sta solo Brescia». Carlo Beltrami, Presidente di Ance Cremona, sintetizza in poche parole la gravità della situazione causata da una congiuntura economica che non dà tregua e da una politica che, di fronte alla gravità della situazione, mostra tutta la sua inadeguatezza. Un cocktail micidiale per le 831 imprese edili registrate in provincia di Cremona a fine 2012, per la maggior parte piccole o piccolissime, dove lavorano 3.857 persone. «Persino a Milano, dove prospera un giro d’affari molto più cospicuo – prosegue Beltrami - l’edilizia respira solo grazie ai cantieri dell’Expo». L’emorragia, in termini di aziende chiuse e lavoratori rimasti senza occupazione o in cassa integrazione, sembra inarrestabile. «Il settore è bloccato – continua il presidente dell’Ance – compreso il comparto dei capannoni industriali» -. Una situazione pesantissima dalla quale non si vede via d’uscita. (il resto dell'inchiesta su Mondo Padano del 18 marzo)
«Peggio di noi sta solo Brescia». Carlo Beltrami, Presidente di Ance Cremona, sintetizza in poche parole la gravità della situazione causata da una congiuntura economica che non dà tregua e da una politica che, di fronte alla gravità della situazione, mostra tutta la sua inadeguatezza. Un cocktail micidiale per le 831 imprese edili registrate in provincia di Cremona a fine 2012, per la maggior parte piccole o piccolissime, dove lavorano 3.857 persone. «Persino a Milano, dove prospera un giro d’affari molto più cospicuo – prosegue Beltrami - l’edilizia respira solo grazie ai cantieri dell’Expo». L’emorragia, in termini di aziende chiuse e lavoratori rimasti senza occupazione o in cassa integrazione, sembra inarrestabile. «Il settore è bloccato – continua il presidente dell’Ance – compreso il comparto dei capannoni industriali» -. Una situazione pesantissima dalla quale non si vede via d’uscita. (il resto dell'inchiesta su Mondo Padano del 18 marzo)