Centrale Stogit a Sergnano, tante perplessità Su sismicità, inquinamento e consumo di suolo Continua la raccolta firme per fermare i lavori

15 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 15:4716 MAG 25
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La centrale di pompaggio gas proposta da Snam continua a preoccupare. Oltre a ingegneri e tecnici di Snam Rete Gas l'incontro ha coinvolto l'amministrazione comunale di Sergnano e il comitato NoGasaran, formato da una trentina di sergnanesi e contrario al progetto presentato.
Il piano Stogit consiste in tre cabinati con turbine e occuperà in totale 17 ettari di terreno, di cui 12 destinati al verde. Tutto ciò servirà a pompare il gas per rifornire l'est Italia che oggi rischia l'esaurimento di combustibile previsto per il 2014. Non si nega che il nuovo impianto sia stato pensato anche a scopo di lucro, in previsione di rivendere la materia prima al nord Europa, dove presto inizierà a scarseggiare. I primi a sollevare obiezioni sono gli agricoltori proprietari del terreno su cui verrà realizzata la centrale, costretti a vendere gli appezzamenti per evitare l'espropriazione. Consumo di suolo, produzione di CO2, inquinamento ambientale e acustico, sono molteplici le criticità emerse durante l'incontro. A ciò si aggiunge il silenzio dell'amministrazione comunale e la mancata inclusione della centrale nella valutazione d'impatto ambientale redatta da Regione Lombardia lo scorso 26 novembre 2012. La preoccupazione maggiore rimane però legata al rischio sovrapressione.
A poca distanza infatti c'è già una centrale di stoccaggio, che con la nuova pompa potrebbe portare una sismicità indotta di magnitudo 3. Nessun pericolo secondo i tecnici Stogit, che riconfermano la regolarità del progetto e prevedono pozzi sotterranei per tenere sotto controllo il rischio sisma. Nonostante le rassicurazioni, la sensazione è che non ci sia più nulla da fare: pare infatti che gli scavi siano già avviati, e che la possibilità di opporsi non sia più che una formalità.
Il Comitato NoGasaran non si arrende: risale infatti allo scorso weekend la raccolta firme promossa in paese, che in una giornata ha raccolto ben 900 firme. Sabato 23 marzo è prevista una nuova assemblea pubblica organizzata dal  dal gruppo di attivisti, che tra oggi e domani ripeterà la raccolta firme a Crema.