Caso precari, la Giunta non ci sta: "Altro che danno erariale, 32 posti di lavoro salvaguardati"

Lungo incontro in Comune, fra amministrazione, Rsu e rappresentanze sindacali sulla vicenda dei 32 precari. Al termine dell'incontro, conferenza stampa del'assessore Maria Vittoria Ceraso, del dirigente Maurilio Segalini e il segretario generale Pasquale Criscuolo. Sulla questione la giunta alza il tiro: "Il procuratore capo Antonio Caruso, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha inserito il caso Cremona fra quelli di mala gestio della pubblica amministrazione - dichiara Ceraso -. Non possiamo accettare questa definizione. I lavoratori che abbiamo assunto non sono né amici né parenti, ma personale necessario al Comune. Ci accusano di dolo e colpa grave, mentre la nostra volontà è stata proprio l'opposto: evitare il danno che si sarebbe creato lasciando a casa 32 lavoratori e lasciare scoperti alcuni servizi per la città". Duro il dirigente del personale Segalini: "Nell'anno del divieto di assunzione non abbiamo speso un solo euro per regolarizzare questi lavoratori. È strumentale dire che il Comune abbia assunto nonostante il divieto (imposto dalla violazione del patto di stabilità, ndr)". L'udienza della Corte dei Conti si terrà il 22 maggio. In quella data i magistrati contabili potrebbero già pronunciarsi nel merito. In caso di condanna degli amministratori si aprirebbero scenari inquietanti, a partire dal fatto che i primi a rimetterci sarebbero i 32 lavoratori in questione che rimarrebbero senza occupazione. Perentorio Segalini: "Un'eventuale condanna produrrebbe un terremoto per la città con licenziamenti e chiusure di servizi". Pesanti anche le ricadute economiche a carico degli amministratori, ai quali verrebbe imputato il danno erariale, stimato, alla data dell'udienza, in un milione 660 mila euro.