Tra le oltre 30 reliquie trafugate nel Cremasco un ostensorio di Cascine Capri Gandine e una mensola di Monte Cremasco

Ritrovate reliquie trafugate anche in chiese cremonesi. I Carabinieri della tutela del Patrimonio di Monza hanno recuperato, tra ostensori e reliquie di santi lombardi, 57 oggetti sacri per un valore di 30mila euro. Piccoli e facilmente asportabili dovevano essere venduti on line.
AGGIORNAMENTO DELLE 15.55 – Ci sono anche il reliquiario ostensorio contenente 30 reliquie trafugato dalla chiesa di Cascine Capri Gandine frazione di Palazzo Pignano e una mensola cimata dorata sparita dalla parrocchia di Monte Cremasco nell'elenco degli oggetti sacri recuperati dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza grazie all'operazione “Reliquia”.
I militari, agli ordini del capitano Andrea Ilari, hanno rintracciato 57 reliquie, del valore di oltre 30mila euro, che erano stati rubati in chiese lombarde, per ora solo 13 quelle individuate, tra luglio 2012 e gennaio 2013. Si tratta di ostensori e reliquie di santi lombardi, tra i quali anche un frammento del cilicio di San Carlo Borromeo. Tutti oggetti molto piccoli, facilmente asportabili per poi essere venduti on line. Ogni reliquia è sigillata ed accompagnata da una pergamena vaticana che ne autentica l'origine ed appartengono alle rispettive diocesi.
Nell'inchiesta ci sono due indagati per furto aggravato e ricettazione: un 30enne brianzolo, autore dei furti e bloccato a fine gennaio con una valigia piena di merce in stazione centrale, e un antiquario 60enne di Pescia, in Toscana, che acquistava la merce on line rivendendola al triplo. Entrambi sono incensurati.
L'indagine, durata circa 2 mesi, è iniziata osservando un forte aumento dei furti di reliquie nelle chiese lombarde a partire da luglio: i carabinieri hanno cosi' iniziato ad analizzare le aste telematiche e hanno potuto arrivare al ladro, e poi all'antiquario, risalendovi dal nickname legato a una reliquia fotografata e messa in vendita su e-bay. Una volta individuato e poi catturato M.P., il ladro, assieme alle reliquie e' stato sequestrato anche il suo 'taccuino dei furti": il 30enne teneva infatti un preciso diario dei sopralluoghi e dei furti nelle chiese dove disegnava le piantine, annotava i sistemi di sicurezza e commentava 'i colpi', certi soddisfacenti, certi meno. Quanto all'acquirente, l'antiquario di Pescia, era l'unico offerente alle aste e-bay. Ritirava la merce a Milano, rimettendola in vendita on line a prezzo triplicato.
I militari, agli ordini del capitano Andrea Ilari, hanno rintracciato 57 reliquie, del valore di oltre 30mila euro, che erano stati rubati in chiese lombarde, per ora solo 13 quelle individuate, tra luglio 2012 e gennaio 2013. Si tratta di ostensori e reliquie di santi lombardi, tra i quali anche un frammento del cilicio di San Carlo Borromeo. Tutti oggetti molto piccoli, facilmente asportabili per poi essere venduti on line. Ogni reliquia è sigillata ed accompagnata da una pergamena vaticana che ne autentica l'origine ed appartengono alle rispettive diocesi.
Nell'inchiesta ci sono due indagati per furto aggravato e ricettazione: un 30enne brianzolo, autore dei furti e bloccato a fine gennaio con una valigia piena di merce in stazione centrale, e un antiquario 60enne di Pescia, in Toscana, che acquistava la merce on line rivendendola al triplo. Entrambi sono incensurati.
L'indagine, durata circa 2 mesi, è iniziata osservando un forte aumento dei furti di reliquie nelle chiese lombarde a partire da luglio: i carabinieri hanno cosi' iniziato ad analizzare le aste telematiche e hanno potuto arrivare al ladro, e poi all'antiquario, risalendovi dal nickname legato a una reliquia fotografata e messa in vendita su e-bay. Una volta individuato e poi catturato M.P., il ladro, assieme alle reliquie e' stato sequestrato anche il suo 'taccuino dei furti": il 30enne teneva infatti un preciso diario dei sopralluoghi e dei furti nelle chiese dove disegnava le piantine, annotava i sistemi di sicurezza e commentava 'i colpi', certi soddisfacenti, certi meno. Quanto all'acquirente, l'antiquario di Pescia, era l'unico offerente alle aste e-bay. Ritirava la merce a Milano, rimettendola in vendita on line a prezzo triplicato.
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