Cresce il bullismo nelle scuole cremonesi Dinamiche tra i banchi complesse: classi difficili e alunni turbolenti

Classi difficili. Alunni turbolenti. Studenti senza regole e prepotenti. E il ruolo sempre più predominante delle ragazze nelle vesti di bulli
E' questo il quadro che emerge dall'indagine commissionata dal Comune e dall'Ufficio Scolastico provinciale al centro “Criaf di Cremona” (Centro riabilitazione infanzia adolescenza famiglia), diretto da Paola Cattenati, membro della commissione nazionale sul disagio adolescenti e bullismo presso Ministero della Pubblica Istruzione .
Il fenomeno anche nelle scuole cremonesi sta diventando significativo: le relazioni e le dinamiche che nascono tra i banchi sono complesse e nascondono aspetti problematici profondi. E a volte, pericolosi.
Lo studio, realizzato attraverso un questionario e interviste on line, ha coinvolto 1.530 alunni di 4ª e 5ª elementare e delle classi medie (Virgilio, Campi e Vida). I dati, che verranno illustrati il 19 marzo, fanno emergere uno spaccato della scuola ancora poco conosciuto, sebbene quotidianamente affrontato dagli insegnanti che ormai in modo massiccio frequentano corsi di formazione specifici per riuscire ad avere strumenti idonei ad intervenire.
Negli istituti cremonesi il “bullismo” è soprattutto di tipo verbale: la vittima è discriminata, isolata a causa di dicerie e oggetto di prese in giro. Esiste anche un bullismo al femminile che è uno degli aspetti più in crescita. Il cyber bullismo è ancora limitato, ma solo per l'età degli scolari presi in considerazione. L'aspetto più critico emerso dai dai raccolti è che tutti gli intervistati ammettono di avere avuto a che fare almeno una volta con il fenomeno. In veste di vittima o di carnefice.
E' questo il quadro che emerge dall'indagine commissionata dal Comune e dall'Ufficio Scolastico provinciale al centro “Criaf di Cremona” (Centro riabilitazione infanzia adolescenza famiglia), diretto da Paola Cattenati, membro della commissione nazionale sul disagio adolescenti e bullismo presso Ministero della Pubblica Istruzione .
Il fenomeno anche nelle scuole cremonesi sta diventando significativo: le relazioni e le dinamiche che nascono tra i banchi sono complesse e nascondono aspetti problematici profondi. E a volte, pericolosi.
Lo studio, realizzato attraverso un questionario e interviste on line, ha coinvolto 1.530 alunni di 4ª e 5ª elementare e delle classi medie (Virgilio, Campi e Vida). I dati, che verranno illustrati il 19 marzo, fanno emergere uno spaccato della scuola ancora poco conosciuto, sebbene quotidianamente affrontato dagli insegnanti che ormai in modo massiccio frequentano corsi di formazione specifici per riuscire ad avere strumenti idonei ad intervenire.
Negli istituti cremonesi il “bullismo” è soprattutto di tipo verbale: la vittima è discriminata, isolata a causa di dicerie e oggetto di prese in giro. Esiste anche un bullismo al femminile che è uno degli aspetti più in crescita. Il cyber bullismo è ancora limitato, ma solo per l'età degli scolari presi in considerazione. L'aspetto più critico emerso dai dai raccolti è che tutti gli intervistati ammettono di avere avuto a che fare almeno una volta con il fenomeno. In veste di vittima o di carnefice.