'Ndrangheta, in manette imprenditore edile cremonese per tentata estorsione aggravata

Dormiva. Nella sua casa di via Sonsis, al Boschetto, Francesco Lamanna, 43 anni imprenditore edile. A svegliarlo i carabinieri di Fiorenzuola e di Cremona che lo hanno arrestato questa mattina per tentata estorsione aggravata da metodo mafioso. Oltre a lui, in manette, sono finite altre cinque persone. Tra queste Nicolino Grande Aracri, 54 anni, il presunto boss dell'omonimo clan della 'Ndrangheta, alle spalle un curriculum criminale pesante: condannato a 17 anni per associazione mafiosa e tentato omicidio, 37 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, l'ultima scarcerazione risale alla primavera del 2011.
L'indagine che li ha portati in carcere è dei carabinieri del Comando provinciale di Crotone. Secondo gli inquirenti Grande Aracri avrebbe preteso un milione e mezzo di euro dai proprietari del villaggio turistico Porto Kaleo, di Cutro (Crotone). L'episodio estorsivo, ammesso dalla stessa vittima, risale ad agosto. Periodo in cui, secondo i riscontri investigativi, Lamanna si trovava in ferie a Crotone: ad incastrarlo sul luogo del crimine le telecamere e le "cimici" posizionate sull'auto di un altro arrestato, Michele Diletto, 27 anni.Semprese secono le indagini, il ruolo di Lamanna era quello di "bodygard" del boss Grande Aracri.
L'indagine che li ha portati in carcere è dei carabinieri del Comando provinciale di Crotone. Secondo gli inquirenti Grande Aracri avrebbe preteso un milione e mezzo di euro dai proprietari del villaggio turistico Porto Kaleo, di Cutro (Crotone). L'episodio estorsivo, ammesso dalla stessa vittima, risale ad agosto. Periodo in cui, secondo i riscontri investigativi, Lamanna si trovava in ferie a Crotone: ad incastrarlo sul luogo del crimine le telecamere e le "cimici" posizionate sull'auto di un altro arrestato, Michele Diletto, 27 anni.Semprese secono le indagini, il ruolo di Lamanna era quello di "bodygard" del boss Grande Aracri.