'Ndrangheta, in manette imprenditore edile cremonese per tentata estorsione aggravata

5 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 13:39 | 16 MAG 25
Immagine di 'Ndrangheta, in manette imprenditore edile cremonese per tentata estorsione aggravata
Dormiva. Nella sua casa di via Sonsis, al Boschetto, Francesco Lamanna, 43 anni imprenditore edile. A svegliarlo i carabinieri di Fiorenzuola e di Cremona che lo hanno arrestato questa mattina per tentata estorsione aggravata da metodo mafioso. Oltre a lui, in manette, sono finite altre cinque persone. Tra queste Nicolino Grande Aracri, 54 anni, il presunto boss dell'omonimo clan della 'Ndrangheta, alle spalle un curriculum criminale pesante: condannato a 17 anni per associazione mafiosa e tentato omicidio, 37 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, l'ultima scarcerazione risale alla primavera del 2011.
L'indagine che li ha portati in carcere è dei carabinieri del Comando provinciale di Crotone. Secondo gli inquirenti Grande Aracri avrebbe preteso un milione e mezzo di euro dai proprietari del villaggio turistico Porto Kaleo, di Cutro (Crotone). L'episodio estorsivo, ammesso dalla stessa vittima, risale ad agosto. Periodo in cui, secondo i riscontri investigativi, Lamanna si trovava in ferie a Crotone: ad incastrarlo sul luogo del crimine le telecamere e le "cimici" posizionate sull'auto di un altro arrestato, Michele Diletto, 27 anni.Semprese secono le indagini, il ruolo di Lamanna era quello di "bodygard" del boss Grande Aracri.