Mercato auto in flessione: l’anno nero targato CR nella fotografia dell'Aci

Il calo delle immatricolazioni era già decisamente avviato nel 2011.
Su scala nazionale il segno meno campeggia dal 2007. A Cremona dal 2009.
Da noi la crisi è arrivata con un anno di ritardo (-15% nel 2008) ed è passata attraverso un’anomala reazione nel 2009 (+9%). Poi però anche in città e provincia la crisi ha seguito il trend nazionale: -13,8% nel 2010, -10,5% nel 2011 fino al disastroso 2012.
Nell’anno appena concluso l’Aci provinciale ha registrato 8.061 nuovi veicoli. L’anno precedente erano 10.551: -23,6%.
Crollo verticale.
Confrontando annata per annata il nero degli ultimi dodici mesi non concede sfumature: -41% rispetto al 2009, -45% sul 2007, - 52% rispetto al 2004...
Incrociando poi i numeri delle immatricolazioni dal 2002 al 2012 il saldo è fortemente negativo con una perdita media di quasi 600 nuove immatricolazioni ogni anno (-4,6%).
Un segnale di incoraggiamento arriva però dal dato di gennaio 2013 con 755 nuove immatricolazioni: nel confronto con lo stesso mese del 2012 la perdita si contrae: -7,7% (in Italia -12,3%). Premessa decisamente migliore rispetto a quella dell’anno concluso che già si apriva con un -23,5% su base mensile confermata dai dati complessivi.
Mercato maturo da una parte (dal 2002 al 2009 anni di crescita ed anni in perdita si sono compensati), necessità delle famiglie di contenere le spese dall’altra.
Quando possibile si risparmia. Anche sull’auto. Domina la categoria delle utilitarie nelle top ten dei modelli più vendute, anche se va detto che la fedeltà dei cremonesi a marchi tradizionalmente di prestigio resiste alla generale tendenza low cost.
Un certo gusto nella scelta dunque rimane, anche in un contesto di maggiore attenzione ai costi: si compra meno, ma non si rinuncia all’affidabilità e – in certa misura – al glamour.
Non a caso anche le case leader di mercato stanno aggredendo la crisi con proposte finanziarie più vantaggiose.
Perché se i costi di mantenimento restano la preoccupazione quotidiana (bollo, assicurazione, carburante, manutenzione...) gli automobilisti, anche quelli cremonesi, ci pensano bene prima di procedere all’acquisto di un nuovo veicolo.
Nuovo o usato, visto che anche i passaggi di proprietà registrati al Pra di via XX Settembre, hanno fatto segnare nell’ultimo anno un deciso balzo indietro: 1300 in meno rispetto all’anno precedente, con un decremento del 9,6%.
La tendenza, in sostanza, è quella di ponderare la spesa, di rivedere l’utilizzo delle auto di famiglia assottigliando spesso la differenza tra prima e seconda macchina e in definitiva di rimandare quando possibile l’acquisto. La dimostrazione arriva da un’altra significativa variazione a ribasso, quella delle radiazioni: 9734 nel 2012 nella provincia di Cremona. Erano 13mila nel 2009.
Guardare – occhi nei fanali – il modello magari un po’ fuori moda parcheggiato in garage: «Un altro po’ di strada insieme, vecchia mia».
Un altro anno che la crisi – pian piano – finirà. Forse.
Su scala nazionale il segno meno campeggia dal 2007. A Cremona dal 2009.
Da noi la crisi è arrivata con un anno di ritardo (-15% nel 2008) ed è passata attraverso un’anomala reazione nel 2009 (+9%). Poi però anche in città e provincia la crisi ha seguito il trend nazionale: -13,8% nel 2010, -10,5% nel 2011 fino al disastroso 2012.
Nell’anno appena concluso l’Aci provinciale ha registrato 8.061 nuovi veicoli. L’anno precedente erano 10.551: -23,6%.
Crollo verticale.
Confrontando annata per annata il nero degli ultimi dodici mesi non concede sfumature: -41% rispetto al 2009, -45% sul 2007, - 52% rispetto al 2004...
Incrociando poi i numeri delle immatricolazioni dal 2002 al 2012 il saldo è fortemente negativo con una perdita media di quasi 600 nuove immatricolazioni ogni anno (-4,6%).
Un segnale di incoraggiamento arriva però dal dato di gennaio 2013 con 755 nuove immatricolazioni: nel confronto con lo stesso mese del 2012 la perdita si contrae: -7,7% (in Italia -12,3%). Premessa decisamente migliore rispetto a quella dell’anno concluso che già si apriva con un -23,5% su base mensile confermata dai dati complessivi.
Mercato maturo da una parte (dal 2002 al 2009 anni di crescita ed anni in perdita si sono compensati), necessità delle famiglie di contenere le spese dall’altra.
Quando possibile si risparmia. Anche sull’auto. Domina la categoria delle utilitarie nelle top ten dei modelli più vendute, anche se va detto che la fedeltà dei cremonesi a marchi tradizionalmente di prestigio resiste alla generale tendenza low cost.
Un certo gusto nella scelta dunque rimane, anche in un contesto di maggiore attenzione ai costi: si compra meno, ma non si rinuncia all’affidabilità e – in certa misura – al glamour.
Non a caso anche le case leader di mercato stanno aggredendo la crisi con proposte finanziarie più vantaggiose.
Perché se i costi di mantenimento restano la preoccupazione quotidiana (bollo, assicurazione, carburante, manutenzione...) gli automobilisti, anche quelli cremonesi, ci pensano bene prima di procedere all’acquisto di un nuovo veicolo.
Nuovo o usato, visto che anche i passaggi di proprietà registrati al Pra di via XX Settembre, hanno fatto segnare nell’ultimo anno un deciso balzo indietro: 1300 in meno rispetto all’anno precedente, con un decremento del 9,6%.
La tendenza, in sostanza, è quella di ponderare la spesa, di rivedere l’utilizzo delle auto di famiglia assottigliando spesso la differenza tra prima e seconda macchina e in definitiva di rimandare quando possibile l’acquisto. La dimostrazione arriva da un’altra significativa variazione a ribasso, quella delle radiazioni: 9734 nel 2012 nella provincia di Cremona. Erano 13mila nel 2009.
Guardare – occhi nei fanali – il modello magari un po’ fuori moda parcheggiato in garage: «Un altro po’ di strada insieme, vecchia mia».
Un altro anno che la crisi – pian piano – finirà. Forse.