Fervari: obbligatoria a Cremona una ztl doc Meno auto e molti più autobus E basta con i nuovi centri commerciali

17 FEB 13
Ultimo aggiornamento: 15:3816 MAG 25
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Immagine di Fervari: obbligatoria a Cremona una ztl doc Meno auto e molti più autobus E basta con i nuovi centri commerciali
«Basta nuovi centri commerciali, «spuntati come funghi negli ultimi anni» e basta ad una «liberalizzazione senza criterio degli orari». Ernesto Fervari, storico presidente di Confesercenti (il suo mandato scadrà questa primavera), mette in fila ciò che «proprio non va». E comincia dai commercianti che devono «stimolare le amministrazioni ad adottare iniziative capaci di animare la città, ma devono anche fare la loro parte, mettendo sul piatto una parte delle risorse che servono per dare vita a queste iniziative». Come? «Stando insieme, uscendo dalle logiche di appartenenza per fare fronte comune e dando vita in solido a queste iniziative». Lo spirito di questa azione corale commercio-comune risiede, secondo Fervari, nella valorizzazione del patrimonio. «Abbiamo il Museo del Violino che diventerà uno degli elementi di richiamo della città. Cremona punti su ciò che rappresenta un valore aggiunto. Esaltiamo l’identità della nostra città e del nostro territorio e il marchio di fabbrica di tutto questo deve essere il violino». Secondo Fervari appare necessario un «salto di qualità». Tuttavia gettare il cuore oltre l’ostacolo significa anche «tenere i negozi aperti quando ci sono degli eventi di richiamo», un dovere, «se si vuole evitare che la gente si trasferisca in massa verso i centri commerciali».
IL NODO MOBILITÀ «Cremona è una città piccola. Dal Foro Boario a Piazza Duomo sono 7 minuti a piedi» – sottolinea il numero uno di Confesercenti. Ecco perchè «una città che accoglie 100mila persone per la Festa del Torrone senza andare in affanno è la testimonianza più evidente del fatto che anche i cremonesi potrebbero benissimo evitare di portare la loro macchina in centro». Certo, secondo Fervari il cambiamento deve anche essere culturale. Ed è compito di un’amministrazione comunale prendere per mano la cittadinanza e accompagnarla passo passo nella giusta direzione. Per farlo servirebbero alcuni elementi: pedonalizzare alcune vie e attuare un’effettiva Ztl inaccessibile ai mezzi privati durante il giorno per essere aperta la notte. Il passaggio in centro dovrebbe essere consentito solo ai residenti e a chi, per motivi professionali, come artigiani e commercianti, deve trasportare delle merci. Imprescindibile un servizio di trasporto efficiente dotato di autobus di piccole dimensioni». E, a questo riguardo, sembra che qualcosa si stia muovendo: la Km ha appena acquistato alcuni piccoli mezzi ecologici che circolano in centro.

QUALI SALDI? Il rilancio del commercio passa anche dalla capacità di comprendere il momento storico e di intercettare i segnali che arrivano per correggere il tiro quando certe scelte non si rivelano più al passo con i tempi. Fra queste, secondo Fervari, l’attuale regolamentazioni delle vendite sottocosto. «Così come sono concepiti, i saldi non sono più in grado di dare al commercio l’aiuto auspicato. Troppo rigidi i tempi, senza la possibilità di assecondare le necessità del consumatore e i mutamenti dei costumi. Vendite promozionali più flessibili e tarate sulle esigenze del commerciante e della sua clientela sarebbero più efficaci e più apprezzate dal consumatore». Non manca una battuta sull’utilità dei mercati rionali, «molto popolari ed apprezzati dal pubblico, ma anche complementari agli esercizi commerciali tradizionali».

IL RAPPORTO CON LE ASSOCIAZIONI «Nel 1960 c’erano gli steccati ideologici, influenzati dall’appartenenza e dalla vicinanza politica». Oggi tutto questo non ha più alcun senso. Tuttavia «resistono, fortissimi, l’interesse e la convenienza». Incrostazioni da eliminare secondo il presidente della Confesercenti che considera prioritario difendere i piccoli dettaglianti. Il problema è che «le nostre associazioni, eternamente in competizione fra loro, non riescono davvero a rappresentare gli associati». Fervari, però, va oltre. «Fare sistema nell’esclusivo interesse di chi rappresentiamo - aggiunge - significa anche superare le singole associazioni che, in futuro, potrebbero addirittura fondersi».