Ascom sulle barricate: «Siamo sotto attacco» La grande distribuzione suona la carica e a Gadesco l’Iper prepara il raddoppio

«Se la gente non entra nel mio negozio è colpa mia, se la gente non entra in città la responsabilità ricade sulle spalle di qualcun altro». Claudio Pugnoli commenta sferzante lo stato di salute del commercio in provincia di Cremona. La competizione sempre più agguerrita con la grande distribuzione e la fuga dai negozi di un gran numero di persone allontanate dalla crisi impongono una riflessione attenta. Ma il commercio non ha intenzione di abdicare trasformandosi nella vittima sacrificale di un’economia globalizzata sempre più spietata. Lo dimostra il nuovo scontro frontale fra Ascom e Comune alla notizia che alle porte di Cremona nascerà un nuovo polo produttivo destinato ad imprese artigiane con una quota (15mila metri quadrati) riservata a piccole e medie superfici di vendita. Mentre un pericolo ben più consistente si sta materializzando a Gadesco dove è stato autorizzato un mega ampliamento da 200mila metri quadrati per l’Iper. L’Ascom punta il dito contro «l’apertura dei grandi centri commerciali alle porte del centro abitato», denunciando inoltre l’assenza di una «visione complessiva della città e dei bisogni di chi la abita». La concorrenza non ci ha mai fatto paura – chiarisce Pugnoli –. «A Cremona si trova un’offerta ampia e variegata che non teme il confronto». D’altra parte «non chiediamo molto. Basterebbe una città più fruibile perchè, oggi, giochiamo la nostra partita con una mano legata. Già ora, a parte Milano e Brescia, Cremona vanta la porzione più rilevante per abitante di grande distribuzione organizzata». Secondo Pugnoli non è un segreto che negli ultimi anni le amministrazioni comunali abbiano utilizzato gli oneri di urbanizzazione «per fare cassa, senza preoccuparsi di dirottarne una parte sulla città. Il risultato è che Cremona non è né accogliente, né vivibile, né accessibile». Fra i casi più gravi degli ultimi anni il «buco di piazza Marconi, uno sfregio per i negozianti del centro storico». Cremona non ha nemmeno «una viabilità dedicata e i parcheggi sono mal serviti». Per non parlare delle restrizioni al traffico privato che «ci vedono ai primi dieci posti in Italia per la Ztl e al quarto posto per ampiezza dell’isola pedonale in rapporto agli abitanti. Sembra che sia difficile comprendere il ruolo svolto dal commercio: se chiudono i negozi è l’intera città che muore». Insomma, secondo l’associazione dei commercianti «manca un progetto d’insieme», come si evince da «scelte del tutto irresponsabili, improvvisate e superficiali» come la «chiusura dei corsi il sabato e la domenica, per giunta nel mese di dicembre che rappresenta un periodo critico per il commercio. I grandi eventi sono i benvenuti, ma noi viviamo di quotidianità ed è durante il resto dell’anno che il contesto generale deve essere favorevole».
Il riferimento all’accoglienza della città è immediato. «E’ dal 1999 che chiediamo i Gulliver (autobus di dimensioni ridottissime) o gli autobus elettrici Rampini che si adatterebbero perfettamente alle caratteristiche di Cremona. Ma a parte qualche bus navetta il centro continua ad essere attraversato da mezzi enormi e inquinanti, alcuni dei quali con vent’anni di servizio sulle spalle». Per l’Ascom l’adozione di autobus moderni ed una mobilità rivisitata permetterebbero di riempire i parcheggi alle porte della città, consentendo alla gente di arrivare in centro senza intasare le vie di auto. Ma oltre alla quotidianità anche la spinta dei grandi eventi, sapientemente distribuiti nel corso dell’anno, possono rappresentare un valore aggiunto. «Guardiamo alle feste appena trascorse – osserva Pugnoli –. Un Natale triste, in tono minore, che non può essere imputato solo alle difficoltà del momento. Noi ci siamo sempre impegnati moltissimo nell’organizzazione del Natale per aiutare il commercio, per valorizzare la città e per attrarre visitatori da fuori provincia». Poi, tutto è cambiato. «Da quando il Comune ha avocato a sè la gestione – dichiara il numero uno dell’Ascom – il risultato è sotto gli occhi di tutti, dilapidando un patrimonio di conoscenze e professionalità che i commercianti avevano messo a disposizione».
ASCOM E GLI ALTRI Non manca una riflessione sul rapporto con le altre associazioni e sulle strategie da adottare perchè il settore possa ottenere l’attenzione che merita.
«Dobbiamo acquisire autorevolezza, dobbiamo unirci per avere voce in capitolo – sottolinea Pugnoli –. Anche in provincia di Cremona, dove sarebbe auspicabile realizzare qualcosa di simile a Rete Imprese Italia». La manifestazione di protesta organizzata il 28 gennaio scorso che ha interessato artigiani e commercianti «ha fatto da collante per le associazioni di categoria che hanno espresso tutta la loro contrarietà ai livelli, ormai insostenibili, della pressione fiscale». Tuttavia, all’ombra del Torrazzo non si parte da zero. «Anche se – sottolinea Pugnoli – bisogna superare il rito concertativo a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni. Qualcosa abbiamo cercato di fare e abbiamo fatto, ma solo facendo prevalere ciò che ci unisce su ciò che ci divide riusciremo a rappresentare al meglio le imprese di questo settore e a rendere un pieno servizio ai nostri associati». Fra pochi mesi le associazioni di categoria saranno chiamate ad esprimersi sul rinnovo del consiglio della Camera di Commercio, «dove - fa notare Pugnoli – abbiamo la possibilità di avere addirittura 11 consiglieri su un totale di 23. E’ un’occasione da non sciupare».
A buon intenditor...
Il riferimento all’accoglienza della città è immediato. «E’ dal 1999 che chiediamo i Gulliver (autobus di dimensioni ridottissime) o gli autobus elettrici Rampini che si adatterebbero perfettamente alle caratteristiche di Cremona. Ma a parte qualche bus navetta il centro continua ad essere attraversato da mezzi enormi e inquinanti, alcuni dei quali con vent’anni di servizio sulle spalle». Per l’Ascom l’adozione di autobus moderni ed una mobilità rivisitata permetterebbero di riempire i parcheggi alle porte della città, consentendo alla gente di arrivare in centro senza intasare le vie di auto. Ma oltre alla quotidianità anche la spinta dei grandi eventi, sapientemente distribuiti nel corso dell’anno, possono rappresentare un valore aggiunto. «Guardiamo alle feste appena trascorse – osserva Pugnoli –. Un Natale triste, in tono minore, che non può essere imputato solo alle difficoltà del momento. Noi ci siamo sempre impegnati moltissimo nell’organizzazione del Natale per aiutare il commercio, per valorizzare la città e per attrarre visitatori da fuori provincia». Poi, tutto è cambiato. «Da quando il Comune ha avocato a sè la gestione – dichiara il numero uno dell’Ascom – il risultato è sotto gli occhi di tutti, dilapidando un patrimonio di conoscenze e professionalità che i commercianti avevano messo a disposizione».
ASCOM E GLI ALTRI Non manca una riflessione sul rapporto con le altre associazioni e sulle strategie da adottare perchè il settore possa ottenere l’attenzione che merita.
«Dobbiamo acquisire autorevolezza, dobbiamo unirci per avere voce in capitolo – sottolinea Pugnoli –. Anche in provincia di Cremona, dove sarebbe auspicabile realizzare qualcosa di simile a Rete Imprese Italia». La manifestazione di protesta organizzata il 28 gennaio scorso che ha interessato artigiani e commercianti «ha fatto da collante per le associazioni di categoria che hanno espresso tutta la loro contrarietà ai livelli, ormai insostenibili, della pressione fiscale». Tuttavia, all’ombra del Torrazzo non si parte da zero. «Anche se – sottolinea Pugnoli – bisogna superare il rito concertativo a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni. Qualcosa abbiamo cercato di fare e abbiamo fatto, ma solo facendo prevalere ciò che ci unisce su ciò che ci divide riusciremo a rappresentare al meglio le imprese di questo settore e a rendere un pieno servizio ai nostri associati». Fra pochi mesi le associazioni di categoria saranno chiamate ad esprimersi sul rinnovo del consiglio della Camera di Commercio, «dove - fa notare Pugnoli – abbiamo la possibilità di avere addirittura 11 consiglieri su un totale di 23. E’ un’occasione da non sciupare».
A buon intenditor...