
Avanti a piccoli passi, facendo attenzione a non disperdere equilibri appena ritrovati. Risicando poco e forse rosicando meno. I novanta minuti fra Real Vicenza e Cremonese sono roba da calcio operaio. Ritmi modesti, contenuti tecnici da minimo sindacale, emozioni contigentate. In altre parole, al Menti va in onda un duello capace di scaldare meno di un pugno di caldarroste e un bicchiere di vin brulè. La fialetta di adrenalina si consuma in una manciata di secondi a cavallo del quarto d'ora del secondo tempo, quando Bassoli illude i grigiorossi e Cristini rimette in asse i vicentini, sfruttando un cross velenoso di Vannucci. Sussulti strappati alla noia. Nulla più.
Sottotraccia la prima parte. Battaiola torna fra i pali dopo tre settimane di stop forzato e rattoppa la situazione arginando due volte su Galuppini. La Cremo (senza Favalli) soffre. Lavagnoli mette in difficoltà Crialese e Vannucci costringe Marongiu a restarsene abbottonato in terza linea. I biancorossi di Marcolini fanno la partita, Cristini trequartista è il valore aggiunto. Montorfano cerca nuovi equilibri rinunciando a Kirilov, fantasista spurio, per tornare al 4-3-3 delle origini. Non decolla il gioco, frenato da una serie incredibile di errori in impostazione. Brighenti non ha un solo pallone utilizzabile nell'arco dei novanta minuti, mentre Mattia Marchi la sua chance la cestina mancando l'appuntamento con il gol in coda al primo tempo. Il Real Vicenza si spegne alla distanza con il vecchio lupo d'area di rigore Bruno che resta ai margini dell'incontro.
Ritmi bassi anche nella ripresa, ma la Cremo trova comunque il modo di alzare il baricentro e spostare l'ago della bilancia a proprio favore in materia di possesso palla. Crescono Alessandro Marchi e Jadid, Palermo si fa notare con maggior continuità e i grigiorossi danno l'impressione di poter arrivare al gol. Ci riescono con Bassoli, ma il vantaggio è un fuoco di paglia che si spegne subito. Incassato l'1-1 la squadra di Montorfano perde le distanze fra i reparti e attacca con poca incisività nonostante qualche mezza occasione transiti fra i piedi di Brighenti (tirocross) e Jadid. Tomei osserva e ringrazia. I minuti finali, con la difesa schierata a 5 per rispondere ai lunghi del Real Vicenza, scivolano lisci come l'olio. Il risultato non si schioda e l'1-1 porta con sé un senso di indefinito ancora tutto da interpretare.
Sottotraccia la prima parte. Battaiola torna fra i pali dopo tre settimane di stop forzato e rattoppa la situazione arginando due volte su Galuppini. La Cremo (senza Favalli) soffre. Lavagnoli mette in difficoltà Crialese e Vannucci costringe Marongiu a restarsene abbottonato in terza linea. I biancorossi di Marcolini fanno la partita, Cristini trequartista è il valore aggiunto. Montorfano cerca nuovi equilibri rinunciando a Kirilov, fantasista spurio, per tornare al 4-3-3 delle origini. Non decolla il gioco, frenato da una serie incredibile di errori in impostazione. Brighenti non ha un solo pallone utilizzabile nell'arco dei novanta minuti, mentre Mattia Marchi la sua chance la cestina mancando l'appuntamento con il gol in coda al primo tempo. Il Real Vicenza si spegne alla distanza con il vecchio lupo d'area di rigore Bruno che resta ai margini dell'incontro.
Ritmi bassi anche nella ripresa, ma la Cremo trova comunque il modo di alzare il baricentro e spostare l'ago della bilancia a proprio favore in materia di possesso palla. Crescono Alessandro Marchi e Jadid, Palermo si fa notare con maggior continuità e i grigiorossi danno l'impressione di poter arrivare al gol. Ci riescono con Bassoli, ma il vantaggio è un fuoco di paglia che si spegne subito. Incassato l'1-1 la squadra di Montorfano perde le distanze fra i reparti e attacca con poca incisività nonostante qualche mezza occasione transiti fra i piedi di Brighenti (tirocross) e Jadid. Tomei osserva e ringrazia. I minuti finali, con la difesa schierata a 5 per rispondere ai lunghi del Real Vicenza, scivolano lisci come l'olio. Il risultato non si schioda e l'1-1 porta con sé un senso di indefinito ancora tutto da interpretare.
