Lo spirito antico della nuova Cremonese

11 GEN 14
Ultimo aggiornamento: 16:45 | 16 MAG 25
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L'operazione risalita non si ferma ai piedi del Vittoriale. La Cremonese che sbanca Salò con la doppietta di Brighenti è una jam session di concretezza e qualità. La campagna d'inverno, stavolta, ha portato in dote a Torrente elementi pesanti. Gente che si rimbocca le maniche e rincorre la vittoria così come fa su ogni pallone: con ostinazione. Se Della Rocca e Campo (in partita solo un tempo e spiccioli a causa di un problema alla caviglia) hanno confermato quanto di buono già messo in mostra nel loro esordio con la Pro Partia, proprio l'ex bustocco Bruccini, a Salò, ha avuto modo di entrare nei meccanismi grigiorossi, ritagliandosi subito una parte da protagonista. Sono proprio di Campo e Bruccini gli assist che hanno portato i tre punti alla Cremo, quasi a voler rimarcare che il valore aggiunto dei nuovi acquisti sta anche nei dettagli.
La presenza di squadra nell'arco dei novanta minuti è la vera novità di questo riavvio di stagione. Con il giro di boa, la Cremonese ha smesso i panni della squadra in cerca d'autore, pallida e insicura, per riappropriarsi di certezze che smarrite. Domenica dopo domenica davanti a Bremec si sta raggrumando un muro insuperabile, uscito senza ammaccature per la terza volta consecutiva. La metamorfosi cominciata con lo 0-0 di Chiavari, ora ha assunto contorni delineati. Il formato difensivo con due centrali in pista come terzini garantisce equilibri e offre maggiore stabilità all'albero d'attacco sul quale Torrente appende ogni ambizione di rimonta. La prova di Caracciolo è l'emblema del passaggio d'identità in atto. Quello ingaggiato con Marsura – giovanissimo scuola Udinese, dotato di fisico e talento -, è il duello che ha impreziosito la sfida. Il grigiorosso, dirottato da alcune settimane a destra, l'ha affrontato con spirito e acume, uscendone a testa alta e con ritrovata consapevolezza nei propri mezzi. La riconferma di Abbate nel cuore del pacchetto arretrato, a conti fatti è il toccasana capace di rigenerare anche Moi e Bergamelli, nella prima parte di stagione finiti più volte nell'occhio del ciclone. Messi in sicurezza i sedici metri davanti a Bremec (e Galli), Torrente si è concentrato sulla fase offensiva, cominciando dal centrocampo. La rinuncia al metronomo Loviso ha cambiato pelle al reparto, che con Armellino centrale e Bruccini a lato sembra aver guadagnato in interdizione. Campo è risultato il vero ago della bilancia, garantendo, con Palermo, un assetto variabile a seconda delle circostanze (tre o quattro in linea nelle diverse situazioni). Il resto è farina del sacco degli attaccanti. Della Rocca si è sobbarcato ancora una volta il lavoro sporco, spendendosi in sponde e sportellate per i compagni, mentre falco Brighenti si è guadagnato i galloni di uomo del match con le zampate che hanno steso Branduani.
Un successo importante, cercato e conquistato al termine di novanta minuti giocati gomito a gomito con la spavalderia dei bresciani. La squadra di Scienza, seppure giovanissima e con una mediana rimaneggiata, ha messo in campo voglia e abilità, giocandosela a viso aperto e senza particolari timori. Corta e propositiva, la Feralpi, oltre al già citato Marsura, ha messo in vetrina le qualità di Dell'Orco, difensore cresciuto nel Parma, e di Cristiano Rossi. Meno efficace Miracoli, costretto a perdersi fra le maglie strette dei centrali grigiorossi, ma comunque elemento di valore. A conti fatti la porta grigiorossa non ha mai tremato. E anche questo segnale può diventare la leva in grado di scardinare posizioni ancora tutte da consolidare.
La vittoria non rivoluziona la classifica, ma le aspettative sì. Perché questa Cremonese ha uno spirito tanto nuovo da sembrare antico.