Che bambola al Druso E' una Cremo da dimenticare

26 OTT 13
Ultimo aggiornamento: 14:33 | 16 MAG 25
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Colpita a freddo. E affondata. La Cremonese esce dal Druso con le ossa rotte e l'ombra di una pesantissima contestazione dei propri sostenitori da cancellare a suon di risultati. Tre gol incassati, due traverse a mitigare il passivo e la sensazione di averci capito poco da principio alla fine. Sono i numeri di una domenica in bambola, con il Sudtirol a far girare la testa ai grigiorossi. I sintomi del malessere stavolta sono chiari. La partenza ad handicap non è più l'alibi attorno al quale innalzare il peana della rimonta che fa chic, ma la fotografia dei limiti di una squadra costruita per vincere che si ritrova invece a far di conto con la terza sconfitta in otto gare.
Il gol subito dagli spogliatoi è la prima delle cattive abitudini da convertire alla svelta se si vuol evitare un inutile dispendio di energie che zavorra le gambe e annebbia le idee. Quella del Druso è l'ennesima partita vissuta a testa all'ingiù dalla Cremonese, complice il diagonale di Campo. Lo svantaggio di fatto azzera il divario tecnico fra le squadre. Il 4-3-3 di Torrente va a sbattere contro il muro degli altoatesini, disposti a specchio ma massicci nel proteggere Micai. La manovra difetta in verticalità. Carlini non ha ancora lo scatto dei giorni migliori, Casoli, pur risultando uno dei meno peggio, naviga a vista davanti ai raddoppi di Bassoli e Vassallo e le occasioni da rete arrivano col contagocce. Sono però centrocampo e difesa i veri talloni d'Achille in un sistema che fa acqua. Torrente inizialmente schiera Baiocco in posizione centrale. Un deja-vù dell'ultima parte di gara con il Lumezzane, ma meno di mezz'ora dopo rivede le proprie strategie, traghettando nel ruolo Loviso. Le cose sembrano migliorare, con i grigiorossi più intraprendenti. Ma il pareggio dello stesso Loviso anziché trasformarsi nella molla del riscatto, si esaurisce nella classica fiammata da cerino che svanisce prima di poter scaldare. Le ricadute negative gravano tutte sulla difesa, lasciata ancora una volta senza paracadute. Moi e Caracciolo restano in balia delle giocate di Dell'Agnello e Corazza, abile nel creare superiorità numerica, Abbate incappa in una domenica da dimenticare e in un clima di rassegnazione anche Visconti resta vittima delle proprie amnesie. Al Sudtirol basta mantenere i nervi saldi e la Cremo si trova presa di nuovo per la collottola. L'incertezza nella marcatura su Dell'Agnello e l'errore di valutazione di Galli spianano la strada alla fuga biancorossa. Torrente cerca di pescare dalla panchina qualche freccia buona da spedire a bersaglio, ma anche Abbruscato e Caridi voltano le spalle al tecnico con una prestazione sciapa. La partita finisce di fatto con il secondo gol personale di Campo. La Cremo non ha forze mentali per reagire e si becca la rabbia dei propri tifosi. Una brutta sconfitta. In tutti i sensi.