
Un'accelerata improvvisa per dar sapore ad una domenica uggiosa. La grande fuga comincia così. A metà fra un ritornello di Lucio Battisti e la pedalata da grimpeur di chi saluta la compagnia sulle rampe del Giro di Lombardia. La Cremonese mette sotto i suoi piedi un paio di pioli e vede accorciarsi di qualche centimentro la scala verso il paradiso. Il raid messo a segno al Mapei Stadium ha l'aroma pieno delle imprese sofferte. Si è vinto stringendo i denti e nel finale da cuore e batticuore anche qualcosa d'altro. Sintomo che Torrente ha per le mani una squadra. Perfettibile, ma concreta. Questi sono tre punti avvitati sulla prestazione dei difensori centrali. La onsiderazione merita rilievo alla luce del momento difficile vissuto dal reparto nelle ultime uscite. Moi e Bergamelli vanno inseriti di diritto fra i migliori in campo. Aspetto non trascurabile sulla strada che porta il gruppo alla piena maturazione. I volti da copertina, però, sono quelli giovani di Armellino e Galli. Il centrocampista ha firmato un gol d'autore, una volée elegante e letale che gli ha dato coraggio e forza nel chiudere spazi e aprire varchi fino alla sostituzione chiamata per sfinimento; il portiere, entrato a freddo per un guaio muscolare che ha tolto di mezzo Bremec, ha messo in sicurezza la vittoria sbarrando la strada al lanciatissimo Anastasi. Non sono mancati gli errori e i momenti di difficoltà. Le assenze di Carlini, Abbate e Martina Rini hanno accorciato il ventaglio di scelte a disposizione di Torrente. Loviso ha retto novanta minuti nonostante le non perfette condizioni fisiche, Abbruscato, che pure ha piazzato la zampata vincente approfittando di uno scivolone di Dametto, è incappato nella domenica più difficile della sua ancora breve esperienza in grigiorosso. Segno evidente che questa Cremo sa navigare controcorrente. Altrimenti non si sarebbero festeggiati i tre punti contro una Reggiana frizzante e organizzata. I granata sono gruppo a tutto tondo. Un'equilibrata miscela fra l'esperienza di uomini collaudati come Zanetti, Parola e Alessi e il talento verde di Rampi, Solini e De Silvestro. Gente che promette di fare strada. La Cremo ha cominciato aggredendo subito gli avversari con quella linea mediana inedita Baiocco-Loviso-Armellino e passando in vantaggio quasi dagli spogliatoi. Quando tutto sembrava garantire novanta minuti in discesa, un errore di valutazione su un calcio d'angolo ha favorito l'1-1 di Solini che ha scaravoltato morale e incontro. Gli emiliani sono piaciuti nella fase centrale del big match, quando hanno stretto alle corde Bremec e compagni senza però trovare il modo di passare in vantaggio. La Cremo ha perso le misure in avanti, ma non la compattezza nelle retrovie. Moi ha giganteggiato su ogni pallone, Bergamelli è risultato la spalla perfetta mentre Caracciolo e Visconti si sono salvati solo con mestiere. Con pazienza i grigiorossi sono tornati a tessere la tela strappata da Solini, cambiando interpreti e modo di stare in campo dopo il 2-1 di Elvis. Un modo per resistere all'ondata di ritorno della Reggiana, uscita fra gli applausi ma senza punti. E ora meglio non guardare la classifica, potrebbe dare un senso di vertigine.