Difenderci dai luoghi comuni

6 NOV 14
Ultimo aggiornamento: 15:18 | 16 MAG 25
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Quando guardiamo una pubblicità, un film o una serie TV, inconsciamente assorbiamo dei messaggi che influenzano la nostra vita e i nostri comportamenti. Ancora più esposti a questo rischio sono i nostri figli poiché hanno meno “spirito critico” quando guardano la TV o leggono. Ecco alcuni esempi di messaggi diseducativi molto frequenti da cui “stare attenti”:
PUBBLICITA'
  • la donna-oggetto (come nella foto in alto, paragonata ad una birra e/o sessualizzata)
  • la moglie serva del marito (esempio in alto) e dedita alla cura della casa senza alcun aiuto della famiglia
  • la donna incapace alla guida e disposta a tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo (ad esempio ottenere un prodotto), anche a costo di rapire le concorrenti (esempio in alto)
  • ironia sul razzismo (esempio in alto), sull'omosessualità e sulla religione
  • la donna che si innamora di un uomo solo perché esso possiede un certo prodotto
  • l'uomo incapace nelle faccende domestiche e nell'occuparsi dei figli
  • bambini vestiti come adulti e dal comportamento adulto
  • donne che tentano di convincere un uomo a comprare attraverso il proprio fascino
  • donne deboli, fragili, incapaci di reagire (soprattutto nelle pubblicità progresso contro la violenza)
  • aziende in cui solo gli uomini hanno un ruolo importante
  • incitamento allo spreco di energia (ricordiamo lo slogan “più consumi, meno paghi!”)
  • suddivisione dei prodotti in categorie di genere (ad esempio i prodotti per la cucina presentati solo da donne, quelli per la falegnameria solo da uomini, il calcio solo da bambini, la danza solo da bambine,...)
  • incitamento all'essere belli anziché sani
  • l'età vista come qualcosa da nascondere (ad esempio lo slogan “Dimostra 10 anni di meno con la crema xxx”)
  • giudicare le persone dall'aspetto fisico

  • FILM/SERIE TV:
  • reazioni sproporzionate; ad esempio gente che spara solo per aver ricevuto un offesa verbale
  • giocatori d'azzardo che vincono un sacco di soldi senza che nessuno finisca sul lastrico
  • la donna bionda vista come poco intelligente
  • lo studente bravo visto come persona da considerare perdente e da isolare
  • la prostituta vista come colei che merita il massimo del disprezzo (a volte al pari degli assassini)
  • incitamento a cattivi comportamenti; nella serie “The Simpson” Bart fa dispetti, usa la fionda, si prende gioco del padre e dei professori; Homer si ubriaca, mangia solo ciambelle e carne; il barista Boe tenta spesso di suicidarsi; i poliziotti sono visti come incapaci e poltroni del sud Italia; la famiglia cattolica Flanders è derisa e umiliata solo per il proprio credo
  • stereotipi culturali; gli scozzesi visti come ignoranti e rozzi, i francesi come effeminati e vanitosi, i messicani come dormiglioni, gli italiani come mammoni o mafiosi, i tedeschi come ubriaconi di birra, gli orientali come integralisti
  • i “buoni” vincono sempre (nella vita si sa che non sempre si vince...)
  • Nel film “Forrest Gump”: il protagonista fa tutto ciò che gli altri gli dicono di fare senza avere dubbi; convince una donna a farsi amare a forza di insistere; Jenny si ricorda di Forrest solo nel momento del bisogno
  • farsi giustizia da soli

  • … e i videogiochi? E' luogo comune che sono violenti e diseducativi. Ovviamente ci sono videogiochi che lo sono, ma molti si distinguono per essere molto educativi. World of WarCraft per esempio permette ai bambini (seppur in maniera indiretta) di sperimentare i ruoli degli adulti nella vita quotidiana, di socializzare e di imparare l'inglese. Quake Live aiuta a confrontarsi, riconoscere i propri limiti, migliorare la concentrazione, prendere decisioni. Per i genitori le recensioni sui blog specializzati sono validi aiuti per verificare il tipo di videogiochi scelti dal proprio figlio e la quantità di tempo massima consigliata da dedicare ad ogni videogame. Ovviamente anche i videogiochi più educativi possono creare dipendenza.