Una funzione APPosta per te

Mattia ci parla prima di tutto della differenza tra un sito web e un’app. Il primo infatti serve a fare in modo che la gente trovi l’azienda, la seconda a far si che l’azienda aggiorni le persone sulle novità di essa, sulle nuove offerte. Il concetto nasce dai “Feed RSS”, ossia quel servizio dei siti web in cui gli utenti possono ricevere gli aggiornamenti senza ogni volta tornare sul sito. In pratica “Noi cerchiamo il sito mentre l’app cerca noi”.
Qual è stato il maggior vantaggio che le app hanno portato nella vita della gente?
Sicuramente il risparmio di tempo. In più certe app per cellulare e tablet fanno ciò che una volta potevano fare solo i programmi per computer (come per esempio registrare la propria voce con l’app “Jott Assistant” che la traduce in testo anziché impiegare molto tempo per scrivere a mano).
Sicuramente il risparmio di tempo. In più certe app per cellulare e tablet fanno ciò che una volta potevano fare solo i programmi per computer (come per esempio registrare la propria voce con l’app “Jott Assistant” che la traduce in testo anziché impiegare molto tempo per scrivere a mano).
Sono nate le app per il “Social Bookmarking”. Di cosa si tratta?
E’ un sistema in cui gli utenti creano cataloghi di risorse Internet che ritengono utili e possiamo consultarli suddivisi per categorie. Immaginiamo due siti Internet: il primo ha molti collegamenti che conducono ad esso, ma ha uno scarso interesse; il secondo ha pochi collegamenti, ma ha maggiore interesse per l’utente. I motori di ricerca come Google tendono a privilegiare il primo collocandolo nei primi risultati, mentre il social bookmarking privilegia il secondo perchè è stato segnalato da un alto numero di utenti. Come succede per l’app “Vine” (un social network dedicato ai video di 6 secondi): è un’ottima idea ma che fa fatica a prendere piede in Italia perchè le persone hanno quasi paura di ciò che è nuovo.
E’ un sistema in cui gli utenti creano cataloghi di risorse Internet che ritengono utili e possiamo consultarli suddivisi per categorie. Immaginiamo due siti Internet: il primo ha molti collegamenti che conducono ad esso, ma ha uno scarso interesse; il secondo ha pochi collegamenti, ma ha maggiore interesse per l’utente. I motori di ricerca come Google tendono a privilegiare il primo collocandolo nei primi risultati, mentre il social bookmarking privilegia il secondo perchè è stato segnalato da un alto numero di utenti. Come succede per l’app “Vine” (un social network dedicato ai video di 6 secondi): è un’ottima idea ma che fa fatica a prendere piede in Italia perchè le persone hanno quasi paura di ciò che è nuovo.