Amore e speranza oltre il globale

Saeed è un uomo adulto, ha un lavoro modesto e, come ormai quasi tutti gli uomini della sua età con una buona educazione e istruzione, vive ancora a casa dei genitori, una professoressa in pensione e un padre che non rinuncia alla cattedra universitaria nonostante l’età che avanza. Nadia invece è una giovane donna che ha dovuto combattere contro la mentalità arretrata e opprimente di famiglia, conquistandosi a proprie spese libertà e indipendenza, valori imprescindibili a cui assolutamente non ha voluto e saputo rinunciare. Saeed e Nadia si incontrano per la prima volta ad un corso serale, in una città in cui le tensioni politiche e civili sono al loro culmine, l’incedere della guerra accelera la loro conoscenza, esplode la loro passione e prima che se ne accorgano esploderà anche il rumore assordante delle armi da fuoco. Mentre Nadia e Saeed condividono amore e dolore, in Australia una donna addormentata trascorre la notte inconsapevole di ciò che sta per accadere all’interno della sua abitazione così come nel resto del mondo ognuno continua a vivere la propria vita, facendo i conti con la propria sofferenza. Nel frattempo, nella città di Nadia e Saeed si diffondono voci irrazionali che sostengono l’esistenza di porte in grado di trasportare chi le trapassa in un altro luogo, lontano finalmente da scontri armati e coprifuoco forzati, una follia che trova il suo spazio nel terreno fertile della speranza. Exit West è una reale finestra sul mondo, in cui si scorgono vite, culture e aberrazioni diverse che convergono tutte in un’umanità affaticata e in cerca della propria redenzione. Descrivendoci il “qui e ora”, Mohsin Hamid ci restituisce un’istantanea del mondo globale che forse non siamo pronti a digerire interamente. Questo libro è una lettura a cui è assolutamente impossibile rimanere indifferenti.
“Sapeva che da sola una persona è poco più di niente”.
“Sapeva che da sola una persona è poco più di niente”.
Da Mondo Padano del 19 maggio 2017