Quel castello senza tempo

Una gita a Bardi, vista la vicinanza da Cremona, vale la pena d’essere compiuta, soprattutto nelle mezze stagioni, in primavera oppure in autunno, quando gli alberi sulle colline e poi sulle montagne, che fanno da cornice alle Valli del Taro e del Ceno, si colorano di mille sfumature del verde, del giallo e del rosso.
A parte le bellezze naturalistiche della zona che si possono ammirare salendo da Vernasca sino a Bore, la località di maggiore interesse della Valle del Ceno è proprio Bardi, col suo possente castello che si erge su uno sperone di roccia di diaspro. Bardi, circa 600 metri d’altitudine, è posta all’estremità della provincia di Parma, quasi nel punto in cui s’incontra con quella di Genova; la cittadina, che oggi conta circa 3.000 abitanti, è sempre stata, sin dall’epoca preromana, quand’era abitata da popolazioni liguri, un importante crocevia per chi voleva scendere verso il mare o salire nella Pianura Padana.
La valle fu abitata già in epoca preistorica, come dimostrano molti ritrovamenti, quando gruppi di cacciatori-raccoglitori frequentavano la zona per approvvigionarsi di diaspro e selce. Oltre che nel Mesolitico, la presenza umana è testimoniata anche nell’età del bronzo, come hanno dimostrato gli scavi effettuati nella frazione di Case Berlina. Soprattutto in età medioevale, quando fece parte lungo un periodo di un paio di secoli del possente Stato dei Landi - da Lodi sin proprio a Bardi con fulcro di riferimento Cortemaggiore -, la cittadina costituiva un obbligato punto di incontro, un passaggio da difendere e fu proprio questa necessità che portò i Landi a dotarlo di una fortezza quasi inespugnabile che ancor oggi domina l’alta Valle del Ceno con la sua mole maestosa. Il castello ne è la maggiore attrattiva, soprattutto per essersi conservato in un ottimo stato tanto da esser oggi trasformato in museo, oltre che essere occupato dagli uffici della Amministrazione comunale. La fortezza fu edificata verso la fine del IX Secolo per proteggere la popolazione dalle invasioni ungare, e fu ampliata nel corso dei secoli, soprattutto nel XVI; quando i Landi furono privati delle loro residenze in Piacenza, il castello divenne palazzo signorile, abitazione estiva della famiglia che se serviva anche per contrastare le mire di possesso del Ducato di Parma. Una volta tramontata la dinastia dei Landi, il territorio fu acquistato dai Farnese di Parma, e cominciò a scemare anche la sua importanza, venendo meno la funzione che ne aveva fatto la fortuna, vale a dire il controllo dei valichi e delle vallate dell’Appennino circostante.
Nel 1862 divenne carcere militare, poi...
A parte le bellezze naturalistiche della zona che si possono ammirare salendo da Vernasca sino a Bore, la località di maggiore interesse della Valle del Ceno è proprio Bardi, col suo possente castello che si erge su uno sperone di roccia di diaspro. Bardi, circa 600 metri d’altitudine, è posta all’estremità della provincia di Parma, quasi nel punto in cui s’incontra con quella di Genova; la cittadina, che oggi conta circa 3.000 abitanti, è sempre stata, sin dall’epoca preromana, quand’era abitata da popolazioni liguri, un importante crocevia per chi voleva scendere verso il mare o salire nella Pianura Padana.
La valle fu abitata già in epoca preistorica, come dimostrano molti ritrovamenti, quando gruppi di cacciatori-raccoglitori frequentavano la zona per approvvigionarsi di diaspro e selce. Oltre che nel Mesolitico, la presenza umana è testimoniata anche nell’età del bronzo, come hanno dimostrato gli scavi effettuati nella frazione di Case Berlina. Soprattutto in età medioevale, quando fece parte lungo un periodo di un paio di secoli del possente Stato dei Landi - da Lodi sin proprio a Bardi con fulcro di riferimento Cortemaggiore -, la cittadina costituiva un obbligato punto di incontro, un passaggio da difendere e fu proprio questa necessità che portò i Landi a dotarlo di una fortezza quasi inespugnabile che ancor oggi domina l’alta Valle del Ceno con la sua mole maestosa. Il castello ne è la maggiore attrattiva, soprattutto per essersi conservato in un ottimo stato tanto da esser oggi trasformato in museo, oltre che essere occupato dagli uffici della Amministrazione comunale. La fortezza fu edificata verso la fine del IX Secolo per proteggere la popolazione dalle invasioni ungare, e fu ampliata nel corso dei secoli, soprattutto nel XVI; quando i Landi furono privati delle loro residenze in Piacenza, il castello divenne palazzo signorile, abitazione estiva della famiglia che se serviva anche per contrastare le mire di possesso del Ducato di Parma. Una volta tramontata la dinastia dei Landi, il territorio fu acquistato dai Farnese di Parma, e cominciò a scemare anche la sua importanza, venendo meno la funzione che ne aveva fatto la fortuna, vale a dire il controllo dei valichi e delle vallate dell’Appennino circostante.
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