Appuntamento a Fairmount per James Dean e la sua ombra

Camicia, giacca militare, pantaloni di panno pesante, il vecchio berretto in pelo di cammello calato sugli occhi. James Dean e la sua ombra vagabondano per le strade di Fairmount. Lui cammina, lei lo segue. Nella fattoria degli zii dove l’attore è cresciuto dopo la morte della madre. Lungo le vie spazzate dall’inverno ventoso dell’Indiana. Nei bar dove amori, sogni e illusioni ballano al ritmo del jukebox. Fairmount è la valle dell’Eden di Dean, il posto delle fragole che mantiene intatto l’incanto della giovinezza. Anche il tempo scorre con passo lento in questa cittadina di quaccheri e allevatori di bestiame. Dean ci torna nel febbraio del ’55, con l’autobus. Accompagnato da Dennis Stock e da quella sua ombra che a volte lo insegue nelle notti insonni e altre lo precede. Come il destino, che sta sempre un passo avanti. Ineffabile e inafferrabile. Dean, a Fairmount, cerca se stesso, ancora una volta. A cavallo tra la celebrità che bussa con insistenza alla sua porta e l’essenza delle cose nascosta nei ritmi della campagna e della sua gente. Mentre scende gli scalini in legno della vecchia scuola bucando l’oscurità, la sua figura si sdoppia. L’uomo e il suo animo. Entrambi inquieti. In primo piano si fa largo il ribelle senza causa dallo sguardo indurito e sprezzante; sullo sfondo, avvolta nel mistero, si materializza la sagoma dell’antico Jimmy, il ragazzino di provincia dai capelli arruffati e con una sconfinata passione per il teatro. Un ritratto che riassume i chiaroscuri di un’intera esistenza bruciata sul filo della celebrità, a velocità folle. Un’immagine intima e malinconica. James Dean, sospeso tra buio e luce. Solo con se stesso. In fondo, solo se stesso.
DA MONDO PADANO DEL 21 APRILE 2017