La musica classica è oggi suonata in modo “troppo classico”?

Clive Brown, professore di musicologia presso l'Università di Leeds, ha pubblicato un provocatorio articolo sull'interpretazione della musica classica oggi, notando come troppo spesso le esecuzioni manchino dell'aspetto improvvisativo ed estemporaneo, a causa di una tendenza a cristallizzare la lettura delle composizioni con un approccio troppo classico e legato ad una ricerca di “oggettività” attraverso il rispetto totale della partitura. Brown nota che questo fenomeno è legato anche all'evoluzione sociale della musica classica, che rappresenta la “cultura alta”, e come tale nei decenni scorsi si è distinta dalla musica di consumo anche per una esecuzione che escludesse pratiche tipiche della musica di intrattenimento, come, appunto, l'improvvisazione. Brown per improvvisazione non intende soltanto la possibilità di aggiungere parti cadenzali e ornamenti (pratica peraltro appropriata in gran parte del repertorio barocco e protoclassico), ma anche un approccio che lasci spazio all'estemporaneità nella scelta del fraseggio, delle accentuazioni e della flessibilità agogica. L'articolo, che pone molte stimolanti domande sul senso della musica classica e del rapporto tra compositore e interprete, è disponibile in inglese: Clicca QUI.