András Schiff parla di Schubert

Il pianista ungherese naturalizzato britannico Sir András Schiff è uno dei più autorevoli interpreti di oggi. La sua amplissima cultura e la finezza del suo gusto musicale lo rendono un interprete ideale del Classici viennesi: Mozart e Schubert.
In questa intervista con il critico newyorkese Alex Ross, Schiff parla della sua particolare concezione dell'ultima sonata di Franz Schubert, la D 960, con affascinanti metafore paesaggistiche:
“E bello come Schubert spesso evochi il mare, anche se non lo ha mai visto dal vero. E il primo trillo della Sonata, un mormorio lontano, sembra quello di una tempesta imminente: ancora lontana, ma in avvicinamento. Forse questo è anche l'approccio della morte. E, dopo il trillo, c'è il silenzio. Quale altro brano musicale è così pieno di silenzio? E poi la melodia originale ritorna. Queste sono solo mie speculazioni, naturalmente: non posso dire cosa realmente significhi”.
In questa intervista con il critico newyorkese Alex Ross, Schiff parla della sua particolare concezione dell'ultima sonata di Franz Schubert, la D 960, con affascinanti metafore paesaggistiche:
“E bello come Schubert spesso evochi il mare, anche se non lo ha mai visto dal vero. E il primo trillo della Sonata, un mormorio lontano, sembra quello di una tempesta imminente: ancora lontana, ma in avvicinamento. Forse questo è anche l'approccio della morte. E, dopo il trillo, c'è il silenzio. Quale altro brano musicale è così pieno di silenzio? E poi la melodia originale ritorna. Queste sono solo mie speculazioni, naturalmente: non posso dire cosa realmente significhi”.
Il testo completo, in inglese, è disponibile qui